L’ARROGANZA ROMANA E L’ARRENDEVOLEZZA LUCANA

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Sarà anche perché mosso da motivi personali, avendo più volte espresso la sua aspirazione a diventare primo cittadino di Potenza, ma è certo che la ribellione di Alessandro Galella al diktat romano di riconfermare Guarente è qualcosa destinata ad avere conseguenze nello scenario politico lucano. Non tanto e non solo perché la pillola di una riconferma dell’uscente è indigeribile per molta parte della città, ma perché essa diventa paradigma di una ingerenza romana che è diventata insopportabile per tutti, perfino per chi su questi accordi romani ha costruito il mito di una coalizione divisa su tutto e per tutto l’anno ma unita nei momenti elettorali che prosaicamente significano spartizioni di sindaci e governatorii. Che è la stessa cosa successa nel Pd  e nei cinquestelle, come ha avuto modo di denunciare Chiorazzo, il quale dopo aver diligentemente fatto il proprio dovere nell’alleanza ,ha criticato in maniera dura questa oppressiva presenza dei vertici nazionali per le questioni che attengono ai territori, cosa che toglie spazio alla scelta dei candidati e toglie all’elettore il privilegio di scegliersi il proprio rappresentante. Su questo argomento si è versato un fiume di inchiostro anche da queste colonne, con accuse principalmente rivolte alle cattive prassi in uso nel pd, con una shlein che, per la propria battaglia alal segreteria aveva preteso ed ottenuto le primarie aperte, salvo negarle adesso a tutti gli altri, soprattutto se gli altri si trovano in periferia, così che il combinato disposto fra arrogamza romana e assenza di spina dorsale nella dirigenza locale, sta producendo una vera alterazione del sistema democratico, togliendo quella possibilità di selezione dal basso della classe dirigente che era una delle pietre miliari su cui la Costituzione aveva scritto il capitolo delle autonomie istituzionali, cioè avvicinare il governo ai cittadini e creare le condizioni per un autogoverno degli stessi. Se mettiamo insieme le due reazioni esplicite a questo sistema, quella di Chiorazzo e quella di Galella, ne esce che la classe politica, ma anche gli intellettuali, la stampa,   hanno l’obbligo di non far passare sotto  silenzio queste reazioni e di far aprire gli occhi  a tutti per questa deriva democratica . Di quale autonomia parliamo se Roma veste i panni di Caligola e impone la propria autorità anche rischiando il ridicolo? E’ dunque il momento di fare qualcosa in tutti i partiti , portando il tema in assemblee e votando documenti di esplicita rivendicazione del proprio spazio di democrazia rappresentativa. Così come è salutare che il civismo, vera espressione di territorialità, dia degli esempi concreti di come riconquistare lo spazio usurpato, ponendosi con una offerta politica che esclude ogni atto di dirigismo e produce scelte di uomini e di programmi che salgano dal basso . Unica alternativa ad una politica che non vuole riformarsi, che sta cancellando i congressi, che copia il leaderismo introdotto da Berlusconi, mettendo i nomi dei segretari nel simbolo dei partiti, che decide sulle realtà locali senza conoscerle, e che ,scendendo scendendo, tocca livelli di degrado inimmaginabili e che fanno venire in mente l’arroganza di Caligola che fini’ col nominare senatore il suo cavallo.  Rocco Rosa

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Sull' Autore

Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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