L’”aut aut” di Bennardi per risolvere la crisi al Comune di Matera

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Lidia Lavecchia

LIDIA LAVECCHIA

Se la prima fase di crisi amministrativa al comune di Matera è stata caratterizzata dalla negazione da parte di Bennardi della crisi stessa, è seguita poi una seconda fase in cui il Sindaco, tramite i social è uscito allo scoperto con alcune esternazioni in cui scaricava sul gruppo degli otto consiglieri cosiddetti “dissidenti” l’impossibilità di raggiungere un accordo, lasciando intendere che le trattative per una rimodulazione della Giunta fossero aperti questa volta anche a qualcuno dell’opposizione.
Ma la strategia del Sindaco, avendogli l’opposizione risposto picche, si sarebbe concentrata sul tentativo di spaccare l’unione degli otto consiglieri di maggioranza critica e muovendosi in tale direzione, il primo cittadino, dopo il “fallimento” (sembrerebbe voluto) del primo incontro di maggioranza di qualche giorno fa, avrebbe riproposto ieri una seconda riunione di coalizione. Questa volta però Bennardi ha voluto tenere le redini ben salde. Infatti, come si vocifera, sarebbe ricorso al particolare stratagemma di ricevere i tre gruppi degli otto consiglieri “critici” separatamente. Parrebbe infatti che il Sindaco avrebbe fissato colloqui separati, vale a dire scaglionandoli a distanza di mezz’ora l’uno dall’altro, per cui avrebbe incontrato prima i tre consiglieri di Campo Democratico e poi i tre consiglieri Socialisti. Ma il colpo di grazia sarebbe stato dato dall’inatteso non invito giunto, ancora una volta per Matera 3.0 di Scarciolla e Tosti. L’unico gruppo dei “dissidenti” a non essere convocato dal sindaco.
Una tattica che non concede nulla alle richieste avanzate dagli otto consiglieri di rivedere le modalità amministrative e la rappresentatività di Giunta, ma anzi cerca di aprirsi una breccia all’interno del gruppo degli otto andando a disunirlo e spaccarlo. Ciò potrebbe significare, secondo alcuni addetti ai lavori, che Bennardi potrebbe aver individuato all’interno di Campo Democratico e dei Socialisti, qualcuno che il primo cittadino penserebbe di riuscire a portare dalla sua parte. Pare, però, che gli otto consiglieri critici che non ci starebbero a prestare il fianco a tale strategia, vorrebbero invece serrare le file. Infatti avrebbero concordato che seppur presi separatamente, di fronte al non voler il Sindaco rimodulare i programmi e la Giunta con gli equilibri richiesti dalla rappresentatività e dal volere dei cittadini elettori, avrebbero formulato tutti la stessa proposta a Bennardi e cioè di fare la cosiddetta “Giunta del Sindaco”. Ovvero una giunta esclusivamente tecnica, quindi fatta di componenti esterni e neutri alla politica e proseguire in questo modo di volta in volta valutando il contenuto dei singoli provvedimenti appoggiandoli o bocciandoli in commissione e consiglio. E così se tutto ciò fosse confermato sarebbe evidente che la strada per la ricomposizione della crisi amministrativa è ancora incerta, ma per capire se prevarrà la strategia dell’isolamento e della divisione propugnata da Bennardi o quella della “solidarietà di gruppo” e della coerenza di intenti dichiarata dagli otto consiglieri, lo scopriremo in tarda serata, dopo l’incontro decisivo per la nuova giunta.

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“Il sindaco,” leggiamo nella sua nota integrale di ieri, “insieme alla Giunta e alle forze politiche di maggioranza, anche a seguito delle dimissioni degli assessori del gruppo consiliare Verdi-Psi, è rimasto impegnato ad assicurare il miglior andamento all’Amministrazione comunale, come dimostrano le importanti attività svolte e le numerose riunioni dell’organo esecutivo.
Nel frattempo, ha avuto luogo un intenso confronto con le stesse forze politiche e con i consiglieri comunali da esse espressi, al fine di trovare un accordo in grado di soddisfare le attese della città.
Un confronto che proseguirà anche questa sera, per un nuovo incontro che auspico possa essere risolutivo delle questioni aperte e che dovrà essere ispirato non alla logica dei pesi e dei contrappesi, bensì ad un nuovo impulso alle attività amministrative, ai programmi in corso di realizzazione e alla visione che accompagna il nuovo corso politico di Matera.
Confido nella piena assunzione di responsabilità da parte del M5S, di Volt, Verdi-Psi e del gruppo misto (Campo Democratico -ndr), affinché, già dalla prossima seduta del Consiglio comunale, prenda avvio la seconda fase dell’Amministrazione.”

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Una Giunta 2.0, quindi, senza Matera 3.0, e senza Volt, che nelle ultime ore ha annunciato di voler rinunciare all’assessorato. Decisiva sarà la risposta degli altri sei consiglieri, tre dei Socialisti e tre di Campo Democratico, che avevano posto l’esigenza di ridefinire la Giunta. Quattro assessori andrebbero quindi a questi ultimi due gruppi, altri quattro al M5S e uno ai Verdi. Questo è il vero e proprio ‘aut aut’ di Bennardi, alla fine di una seduta fiume di Via Aldo Moro, conclusasi nella tarda serata di ieri, unica soluzione, secondo il primo cittadino, possibile per risolvere la crisi. In alternativa il sindaco non esclude le dimissioni. La maggioranza dovrà rispondere entro 24 o 48 h. Infine il Patto di Programma, che dovrà essere siglato da tutti i consiglieri di maggioranza, con progetti e obiettivi prefissati, una sorta di “assicurazione” sulla stabilità del governo comunale di Matera.

Lidia Lavecchia

 

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