LE 5 PILLOLE DELLA SETTIMANA: CONSULTA CHE TI PASSA

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Marco Di Geronimo

Marco Di Geronimo

Anche questa domenica è arrivata. E dopo aver a lungo atteso il primo giro di consultazioni, è tempo di trarre un primo bilancio da questa debacle. I principali partiti hanno dato forfait, ognuno a modo suo. Vediamo un po’ come se la sono cavata.

  1. Di Maio cerca disperatamente uno junior partner. Che è un modo elegante di dire che vuole un socio di minoranza. Avendo vinto le elezioni con un mirabolante 32%, vuole che qualcuno gli faccia partire il Governo. Ma in Italia i Governi di minoranza possono funzionare? Al momento appare un po’ improbabile. D’altronde Di Maio giurisprudenza non l’ha finita: si sprecano le risate dei comparitivisti al suo “Macron governa col 24%, e noi col 32 no…”.
  2. Salvini di zio Silvio è innamorato perso. E chi non lo sarebbe, con tutti i soldi (anzi, i voti) che ha? È solo grazie a Berlusconi e Meloni che Salvini può chiedere per sé la premiership. Logico che sia nervoso per i tentativi di Luigino di seminar zizzania in casa centrodestra. Tra moglie e marito non mettere il dito: e come le coppie che scoppiano, la prossima volta si presentano tutti insieme da Mattarella, per dare l’idea di essere una perfetta famiglia felice.
  3. Il PD è ancora offeso. Come Martina – fumo negli occhi di Renzi, nonostante dica le stesse cose – ripete da giorni, per il Nazareno ci vuole un po’ di sana opposizione. E sarà da lì che gli eredi del PCI e della DC dirigeranno il futuro del Paese, pilotandolo verso l’ambizioso programma presentato dal reggente. Nel frattempo, Carlo Calenda si fa blastare dal collega Orlando e Maurizio Richetti lancia una corrente col nome di un gorilla morto a New York. O tempora, o mores!
  4. Liberi e Uguali allo 0%. Il partitino rosso è scomparso da tutti i radar non solo della grande stampa, ma anche degli stessi militanti. Finalmente è sepolta la campagna del «Non ci danno spazio!»: adesso anche Rossi, Grasso e Bersani si sono accorti di non contare nulla e hanno iniziato a discutere del PD (un po’ come i muratori in pensione che rompono le scatole ai colleghi per strada). Il povero Fassina lancia l’allarme: il 5S ci ha mangiati. Risponde Boldrini: viva l’Europa.
  5. Chiudiamo col povero Mattarella, che è uscito dalla stanza per dire quattro ovvietà. Bisogna perdonarlo: che gli abbiano detto ovvietà è la migliore delle ipotesi. Impazzano meme satirici sui social network (in cui si pone a confronto le cattive giornate delle persone normali con quelle delle consultazioni del Capo dello Stato). Morale della favola: Presidé, riposati ‘sta domenica.
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Sull'Autore

Marco Di Geronimo

Classe 1997, appassionato di motori fin da bambino. Ho frequentato le scuole a Potenza e adesso studio Giurisprudenza all’Università degli Studi di Pisa. Ho militato in Possibile, in SI e in MDP, e sono tesserato a “I Pettirossi”. Mi occupo di politica (e saltuariamente di Formula 1) per Talenti Lucani. Scrivo anche per Fuori Traiettoria (www.fuoritraiettoria.com), sito web di cui curo le rubriche sulla IndyCar e sulla Formula E. In passato ho scritto anche per ItalianWheels.


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