Le banalità di un Lucania divisa ed invidiosa

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Rossano Cervellera sul Quotidiano prende spunto dalle polemiche sorte sull’evento Rai di fine d’anno a Matera per dire che la Basilicata c’è, e che adesso bisogna fare i lucani. Esagerato! Pensare che le stupide contestazioni alla Rai o le polemiche sui soldi spesi siano l’espressione di una divisione profonda della comunità è come chiamare bomba un tric trac. Le rivalità ci sono dovunque e Matera e Potenza possono essere come Pisa e Livorno, come Lagonegro e Lauria , come Genova e Savona.

Appartengono a quella subcultura che esiste dovunque e che viene tollerata come prodotto di un campanilismo che è se vogliamo anche esso a suo modo espressione di vitalità. La gran parte della gente , di qualsiasi parte del territorio regionale, è orgogliosa di come Matera si è fatta da sola, è contenta che la si valorizzi con proposte progettuali forti ,e ha trovato redditizio l’investimento in Rai, come già lo fu quello di tanti anni fa che affidava a Pippo Baudo il racconto delle bellezze lucane.
Resta il problema che i lucani non vanno fatti, ma vanno capiti ed emulati nelle loro caratteristiche e nei loro comportamenti. Il lucano è sobrio, fattivo, solidale, onesto, ospitale, ma è anche negato alle relazioni, timido, ostinato nel fare da sé, restio a fare passi più lunghi della gamba. Una politica che la rappresenti deve valorizzare i lati positivi e correggerne quelli negativi. Come? Innanzitutto ricucendo il rapporto tra la comunità e la sua massima Istituzione elettiva che in questi anni ha perso di vista l’interesse generale per comportarsi come una casta, prendendosi libertà che non aveva, privilegi che non gli toccavano e arbitri che gli dovevano essere negati. Ecco, sobrietà, meritocrazia, solidarietà, concretezza di gestione sono gli input positivi che le classi dirigenti debbono mutuare dal popolo, scegliendo i suoi amministratori non tra gli yes man ma tra quelli che meglio sanno fare e soprattutto obbligandoli a pagare per le loro negligenze o a prendere nuove ed importanti responsabilità per i loro successi. Parliamoci chiaro: la Regione è la sola grande vera Azienda esistente sul territorio: ha un volume di fuoco paragonabile ad una multinazionale. Se essa non funziona, spreca risorse, le restituisce all’Europa, investe male, si libera degli asset positivi e si tiene quelli negativi, assume negli ospedali personale più raccomandato che bravo, allora non ci sono soldi che bastano e al massimo l’orizzonte non va oltre la sopravvivenza. Se invece dimostra di credere nel suo ruolo di ente strategico di programmazione dello sviluppo generale, allora va innanzitutto a stimolare l’orgoglio dei lucani, a dir loro che debbono mettersi insieme, che debbono evitare di svendere le loro risorse, che tra un 110 e lode e un 90 bisogna assumere il primo perché è più giusto che i migliori restino e gli altri vadano altrove a recuperare il gap; se si fa tutto questo in trasparenza ( fugando il sospetto di troppi consiglieri che prima di tutti consigliano se stessi su come investire in privato) , allora ci potrà essere una lucanità moderna, cioè quella di un popolo che, grazie a un Governo illuminato, ha saputo ritrovare nel terzo millennio una identità antica , di popolo che lotta, e che si è saputo sgravare dal servaggio ancora presente del feudalismo, del notabilato, del potere conservatore e passivo di miopi classi dominanti. Di tutti i colori.

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Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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