Margherita Leone

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Margherita Leone e il dialogo con il mondo
Scritto da Lucia Lapenta

In tempi di diffidenza e chiusura verso l’altro da sé c’è chi, invece, nell’integrazione, nella multiculturalità e nella cooperazione ci crede, e non solo a parole.

In una società che va sempre più allargando i propri confini e spesso, nel farlo, si imbatte in realtà totalmente diverse per storia, lingua e cultura, c’è chi non ha paura di aprirsi e di mettersi alla pari. Coscienti di lambire dimensioni che si possono tentare di comprendere soltanto abbandonando i preconcetti e predisponendosi a lasciare qualcosa di sé, a beneficio del nuovo.

A soli 27 anni, Margherita Leone ha già avuto occasione di sperimentare il valore della condivisione e del dialogo tra civiltà, differenti non solo perché distanti geograficamente. È stata a stretto contatto con gli stranieri aiutandoli a integrarsi, spendendosi nella mediazione culturale e linguistica, ma soprattutto si è avvicinata al “diverso” andando direttamente “sul campo”. Prima a Napoli, città d’origine di entrambi i genitori (trasferitisi in Basilicata negli anni Ottanta per lavoro), poi a Londra e, sino a qualche mese fa, anche in Egitto.

Con lo spirito del viaggiatore e, per indole (il cambiamento fa parte integrante della sua vita e del suo temperamento, ndr), Margherita ha spiccato precocemente il volo. Dopo la maturità scientifica al Galileo Galilei di Potenza si è iscritta, nel 2006, presso l’Università partenopea “L’Orientale” alla facoltà di Studi Arabo Islamici conseguendo la laurea magistrale in “Scienza delle Lingue, Storia e Cultura del Mediterraneo e dei Paesi Arabo-Islamici”.

Dopo alcune attività come mediatore linguistico – culturale presso l’Azienda Autonoma Soggiorno, Cura e Turismo di Napoli non ha esitato ad andare oltremanica per frequentare il Master della “School of Oriental and African Studies” londinese.

“Arrivare al Master dell’università britannica, fiore all’occhiello per quanto riguarda il Medioriente con la preparazione acquisita in Italia mi ha permesso – conferma la giovane lucana – di completare ulteriormente, attraverso lo studio delle relazioni e delle politiche internazionali, le mie conoscenze sul mondo Musulmano”.

Ma è partecipando al tirocinio Mae- Crui che Margherita è riuscita realmente ad avvicinarsi e immergersi in quello che, sino a quel momento, aveva potuto esclusivamente conoscere attraverso i libri e le lezioni universitarie. Ha attraversato il Mare Nostrum, da secoli crocevia di civiltà accatastate le une sulle altre che hanno dato vita a spazi molteplici, giustapposti, interconessi, perennemente in bilico tra unità e diversità.

Per oltre un anno, dal 26 settembre 2010 al 4 febbraio è stata impegnata all’Ambasciata d’Italia al Il Cairo, nel cuore dello Stato egiziano: “un luogo stupendo – conferma Margherita – a livello storico-architettonico ma anche e soprattutto umano, dove la parte migliore della società sono proprio i giovani che hanno imparato a vivere nella loro realtà locale in maniera globale”.

Nella città della “dismisura”, dove su 20 milioni di abitanti quasi 15 milioni vivono sotto la soglia della povertà, la giovane potentina ‘apre’ i suoi occhi su di un mondo a sé ma che è, allo stesso tempo, il centro del mondo. Dove è lei a essere “il diverso” che ha varcato i confini, giungendo tra popolazioni che “sono molto solidali tra loro – spiega – ma altrettanto stratificate e che hanno la capacità di affrontare con leggerezza la quotidianità. Di questa realtà mi ha estremamente colpito la religiosità come elemento pregnante della loro vita e, ovviamente, la lingua: difficilissima, assolutamente non deducibile ma estremamente affascinante”.

Ed è proprio in questa dimensione, ricca di mappe, confini talmente labili da non poter essere tracciati di netto e di interscambi che anche Margherita matura la consapevolezza della necessità, da parte dei Governi, di cooperare.

“È ormai indispensabile – sostiene – che si lavori per una concreta integrazione tra i Paesi, in particolare irrobustendo le relazioni internazionali e sollecitando il confronto. Finora, infatti, si è privilegiato maggiormente l’aspetto dello scambio delle merci rispetto a un vero dialogo tra culture. Anche rispetto al massiccio e attuale fenomeno delle migrazioni credo che l’Europa dovrebbe porsi come rappresentante super partes di tutte le Nazioni. Tentare di sospendere il Trattato di Schengen (14 giugno 1985) sarebbe un grave errore: saremmo all’alba del crollo della UE stessa. Se si parla di politiche comunitarie non si può che ripartire da ogni ‘Sud’ del mondo, non solo dal Medioriente, abbattendo le differenze tra i Paesi che ancora si sentono e pesano sulle decisioni governative”.

Da ragazza che ama già definirsi “cittadina del mondo”, Margherita continuerà così a viaggiare e a confrontarsi. Probabilmente non tornerà, se non raramente, nella sua città natia perché “a parte la sua famiglia e i suoi amici – sottolinea – non c’è null’altro. Non c’è lo stimolo al cambiamento, a quella magica sensazione di perdersi in dimensioni altre”.

Convinta com’è che l’incontro – confronto con l’altro da se stessi non significa disperdersi, ma ritrovarsi ogni volta e allargare sempre più i propri orizzonti di vita.

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Sull' Autore

Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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