
Da sempre le indicazioni sulle performance delle regioni nella sanità, predisposte dall’Istituto C.R.E:A rappresentano un oggettivo punto di valutazione sulla crescita dei veri sistemi sanitari regionali. Dalla dinamica registrata negli anni è emerso un miglioramento di molti di questi indicatori, che ha interessato soprattutto le realtà del Centro e del Mezzogiorno, permettendo una riduzione del gap rispetto alle altre ripartizioni geografiche. Rimangono due zone d’ombra: quella generale relativa alla variabilità dello sviluppo della digitalizzazione; e quella del peggioramento dell’equità nel Sud, che esaspera le disparità già esistenti. Da rilevare che quest’anno per la prima volta è stata inserita la dimensione sociale, cioè i servizi più direttamente legati al territorio, settore nel quale la Basilicata comincia adesso il proprio percorso. Per quanto concerne il ranking di Performance regionale, nel 2022 si oscilla da un massimo del 54% (fatto 100% il risultato massimo raggiungibile) ad un minimo del 24%: il risultato migliore lo ottiene il Veneto ed il peggiore la Regione Calabria.
Questo significa che anche le migliori Performance regionali risultano ancora significativamente distanti da una Performance ottimale.
Il divario fra la prima e l’ultima Regione del ranking è rilevante: quasi un terzo delle Regioni non arriva neppure ad un livello pari al 30% del massimo ottenibile.
Quattro Regioni sembrano avere livelli complessivi di tutela significativamente migliori dalle altre: Veneto, Emilia Romagna, Toscana e Lombardia.
Di queste due hanno livelli di Performance che superano la soglia del 50% (rispettiva- mente Veneto ed Emilia Romagna, con il 54% ed il 52%).
Toscana e Lombardia si posizionano a ridosso delle prime, con una valutazione al 48% e al 44%.
Nel secondo gruppo, troviamo quattro Regioni, con livelli dell’indice di Performance
superiori al 40%: P.A. di Trento, Umbria, Friuli Venezia Giulia e P.A di Bolzano.
Nel terzo gruppo troviamo Sardegna, Piemonte, Valle d’Aosta, Marche, Liguria e Lazio e Basilicata, con livelli di Performance abbastanza omogenei, ma inferiori, compresi nel range 30-40%.
Infine, 6 Regioni, Sicilia, Puglia, Molise, Abruzzo, Campania e Calabria, hanno livelli di Performance che risultano inferiori al 30%.
Nel miglior risultato del Veneto e dell’Emilia Romagna, ha inciso significativamente l’introduzione della nuova Dimensione Sociale, che simmetricamente ha penalizzato (ulteriormente) la Calabria: questa Regione negli anni rimane stabilmente ultima e non si evidenziano segnali significativi di recupero. In conclusione, la nuova crescita di importanza della Dimensione Sociale e di quella degli Esiti, sembra indicare una maggiore consapevolezza, probabilmente rafforzatasi durante la fase dell’emergenza, sul fatto che una effettiva tutela richiede una concreta integrazione tra sanità e sociale, superando la separazione di ruoli e competenze sin qui adottata.