LE PILLOLE DELLA SETTIMANA: TUTTA COLPA DEL ROSATELLUM

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Marco Di Geronimo

Marco Di Geronimo

Parte da questa domenica una nuova rubrica: In Pillole. Proveremo a descrivervi, con sinteticità e simpatia, le novità della settimana. Senza rinunciare a rifletterci sopra.

Molte cose cono successe negli ultimi sette giorni, che passeranno alla Storia come una delle settimane più assurde di tutti tempi. Perlomeno, di tutti i marzi.

  1. A sinistra vanno di moda le dimissioni. Renzi si dimette ma solo tra un mese, poi però scompare e dal nulla appare Martina (il ministro). Fratoianni prende atto della sconfitta e si dimette, ma la Direzione di Sinistra italiana (in cui non esistono minoranze) respinge le sue dimissioni. Ultim’ora: anche Civati si dimette da Segretario di Possibile. Scoppia il panico: e adesso chi eleggere al suo posto? Sembra che ai vertici rossi cambierà tutto. Peccato: così non cambia nulla.
  2. Bisogna eleggere i Presidenti delle Camere. Legittimamente il Movimento 5 stelle offre una Camera alla Lega, il Senato. La Lega però ha paura di eleggere uno dei suoi, Calderoli, e quindi chiede di poter eleggere il Presidente della Camera. Il PD si rifiuta (al solito) di dir qualcosa. Un intellettuale propone la Bonino Presidente del Senato. È davvero triste che non ci sia nessuno a offrire la Presidenza della Camera a Viola Carofalo. Ah, no, un momento…
  3. Le maggioranze ci fanno schifo. In genere se non ti votano vai all’opposizione, o vieni votato per andare al Governo. Al Nazareno sono invece convinti che li hanno votati per stare all’opposizione e quindi si rifiutano di appoggiare i 5Stelle. Dall’altro lato Berlusconi corteggia Renzi e Salvini Di Maio, anche se in realtà Di Maio corteggia Martina che secondo Emiliano e Cuperlo deve cedere ma preferisce non dare la maggioranza a nessuno. Salvini vorrebbe appoggiare Di Maio ma non vuole divorziare da Berlusconi. Alla fine, tutti quanti propongono (meno il PD) che Mattarella affidi loro l’incarico di guidare un Governo di minoranza. Ma di Governi possiamo averne uno soltanto: dovremmo scegliere giocando a dadi?
  4. Efficienza tedesca. Dopo soli sei mesi, infiniti giri di consultazioni, trattative all’ultimo sangue, uccisione politica di Martin Schulz e la firma di un contratto da centinaia di pagine, SPD e CDU-CSU ritornano insieme. Sembra Beautiful, è la politica tedesca. Anche loro hanno scoperto il vincitore la sera dopo del voto: era l’AfD. Sbancheranno al prossimo giro?
  5. Quel pasticciaccio brutto del Rosatellum. L’hanno detto tutti gli istituti di ricerca: nessun sistema elettorale, con questi risultati, sarebbe stato in grado di fornire una maggioranza. Però tutti i fan del Rosatellum concordano: bisogna cambiare legge elettorale. Come dice qualcuno, c’è bisogno di un Parlamento costituente. Secondo Franceschini, l’ultimo bicamerale: aboliamolo il Senato, per davvero questa volta. Nossignori, troppo prudenti: aboliamo tutto il Parlamento, già che ci siamo.
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Sull'Autore

Marco Di Geronimo

Classe 1997, appassionato di motori fin da bambino. Seguo imperterrito la F1 e tutte le formule che mi capitano a tiro. Nel frattempo studio e scrivo (di corse, naturalmente). Ho frequentato le scuole a Potenza e adesso studio Giurisprudenza all’Università degli Studi di Pisa. Mi occupo di Formula Uno e di IndyCar per Talenti Lucani. Sono redattore anche per Fuori Traiettoria (www.fuoritraiettoria.com), sito web di cui curo le news di IndyCar e Formula E.


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