Le tante domande di una Potentina…. di Donatella Laurita per Cittadinanza Potentina

0

di ROCCO PESARINI

Con grande piacere pubblico, dopo Il Potentino Pigro (di Alessandra Spiniello), le tante domande che una vera Potentina, amante della sua città, continua a porsi.

Di seguito il “capitolo 2” degli articoli scritti per il gruppo facebook Cittadinanza Potentina https://www.facebook.com/groups/352732612051812/ a cura di Donatella Laurita

“Da piccola abitavo in estrema periferia, dove mancava l’illuminazione e i mezzi di trasporto  per collegarci alla città, ma sapevo di appartenere a una “città capoluogo “e questo mi faceva sentire  importante e orgogliosa

Quando  salivo in centro, nello specifico in Via Pretoria, nello struscio , nel salotto buono della città, ammiravo l ‘ eleganza delle vetrine, lo scintillio e la  vivacità  della bella vita che si percepiva.

Da adulta ho vissuto e vivo tutt’ora quasi in centro, amo sempre  questa città , ma non ne sono più  tanto orgogliosa.

Mi chiedo costantemente  PERCHÉ  una città  con tante potenzialità  non riesce  ad emergere?

È desolante vedere un centro storico che ha perso il suo smalto con tutte quelle serrande abbassate!

L ‘elenco purtroppo è  molto lungo, penso alla villa del Prefetto, un gioiello verde cosi poco valorizzato  e per nulla sfruttato a parte qualche maldestro tentativo andato a vuoto. Abbiamo le scale mobili più  lunghe d’Europa, il ponte Musmeci  di cosi unica architettura abbandonato al degrado.

Perché non  si riesce a incrementare il turismo, con una storia di tutto riguardo che abbiamo dietro e che nemmeno i potentini  conoscono a fondo? L ‘enogastronomia meravigliosa che  abbiamo dovrebbe fare da traino per  attrarre persone da ogni dove.

Perché non valorizzare ulteriormente la storica Parata dei Turchi facendone un patrimonio immateriale e  spalmare eventi legati ad essa per tutto l anno come attrattiva turistica?

Tanto altro ancora c è  , a riprova che Potenza ha tutte le carte in regola per poter entrare nei circuiti nazionali e oltre e non rimanere una città  “anonima” sconosciuta  ai più.

Certamente  qualcosa si muove, ci sono realtà  soprattutto  giovanili che hanno creato delle eccellenze  in vari campi , ma sono nicchie che non riescono a scuotere la città   dal “torpore “ in cui versa . Lo dimostra la piaga dei giovani che vanno via, e qui parlo per  esperienza diretta, per mancanza di opportunità ,o più semplicemente  di lavoro .Perché  regalare la nostra meglio  gioventù  ad altri ?

Non so chi potrebbe dare una risposta a tutte queste domande. Non conosco la burocrazia , ne il “politichese “ ma capisco che le varie amministrazioni  che si sono succedute negli anni e di varie correnti politiche non hanno dato il meglio  per questa città.

Concludo con una semplice considerazione da semplice cittadina,  per far progredire una città  , la propria  città, bisogna volerle bene ,  ma ho l impressione che tanti potentini  non amano Potenza.

Forse la risposta è  questa.”

Condividi

Sull' Autore

Rocco Pesarini

Lascia un Commento