Di Giampiero D’Ecclesiis
L’avevo detto che ci sarei tornato sulla questione delle elezioni comunali mettendo lo sguardo sulla fazione vincente della gara elettorale ed eccomi qua. Vi ricordate? La parola chiave che ho usato nel commento alle vicende elettorali del centro-destra è stata tradimento; or bene è con dispiacere che devo ammettere che, per sintetizzare il quadro che si palesa a valle della nomina della nuova giunta Comunale di centro sinistra, la parola chiave che mi pare più adatta sia ancora: TRADIMENTO.
Più che mai, politicamente, viviamo a destra e a sinistra nell’ERA di JAGO.
Come sempre accade (ed è la fonte del mio disamoramento per le forze politiche di sinistra) il tradimento, che a destra è umorale, vigliacco, a sinistra è lucido, bastardo, figlio di un ragionamento cinico.
Veniamo a noi.
Ben 24 i seggi in Consiglio Comunale per la solidissima maggioranza che scaturisce dall’abilissima navigazione della nave guidata dal Neosindaco Telesca nei marosi elettorali; diciamo la verità c’era da ben sperare in una soluzione politicamente decente, con una siffatta inaffondabile maggioranza politica il Sindaco ha avuto a disposizione una larga rosa di nomi tra cui scegliere per le nomine assessorili.
E invece no, no, NO!
Già me l’immagino il Sindaco Telesca disperato, (non me ne vogliano i consiglieri, la valutazione sulle loro capacità non è mia ma del loro Sindaco), gridare disperato al cielo: Dio! Dio mio! Non ne ho neanche sette abbastanza capaci da fare gli assessori!!! Così, affranto, dopo aver selezionato gli unici validi: il pluridecorato Falotico e il buon Beneventi, reduci e forgiati dalle battaglie dell’ultima legislatura, il Sindaco ha dovuto adattarsi a cercare altrove la merce che gli fagliava tra le donne e gli uomini eletti: uomini e donne capaci a cui affidare il ruolo di assessori. Eccovi qui, lo so, tutti voi già immaginavate tecnocrati pluridecorati pronti a scendere in campo sotto le direttive politiche del sindaco, urbanisti di chiara fama, sociologhe, economiste, professori…
Siete degli ingenui! Come direbbe il grande Totò dei fessacchiotti!
Per carità non che i selezionati siano persone non degne di stima, in gran parte non si conoscono ma nessuno osi criticare la loro scelta sulla base delle capacità, avranno modo di dimostrare, nel caso, il loro valore. Però, luminari di chiara fama, tale da oscurare la domanda sul perché siano stati scelti, no. Questo non pare che lo siano. Ergo, ecco qui dal cappello a cilindro, lindi e puliti, senza neanche l’ombra di un graffio o che so di una goccia di sudore per ottenere voti sul loro nome ed eventualmente pesare la loro effettiva massa politica, le signore e i signori: Federica D’Andrea, Gerardo Nardiello, Enrico Torlo e Loredana Costanza cui si aggiunge la signora Angela Lavalle che non è stata eletta ma, quanto meno, rispetto agli altri quattro ha fatto la fatica di candidarsi ottenendo ben 165 voti, piazzandosi al terzo posto tra i candidati della sua lista. Lasciamo da parte le sciocchezze, i perché e i per come della scelta di tizia o di caio, la città di provenienza o le sue relazioni personali, il problema, ovviamente, non sono le persone. Le mie osservazioni prescindono dai curriculum di questo o di quell’assessore, questa roba la lasciamo a certi anonimi estensori di corsivi sui giornali “dipendenti” locali, il problema è un altro. Caro Sindaco, è inutile negarlo, la mia preferenza, per motivi più che ovvi, era per il suo avversario, eppure, pur con la sincera simpatia che ho per lei non posso non chiederle: come ha potuto buttare a mare e tradire (ecco il verbo tradire torna) la sua squadra? Gente che si è dannata l’anima per recuperare un voto, gente che ha messo la faccia e non parlo solo che so, di uno Iudicello o di una Blasi che, primi nelle loro liste hanno conquistato il seggio da consigliere, ma anche dei Lorenzo (287 voti), delle Stigliano (157), delle Pace (117) che legittimamente si aspettavano di entrare in Consiglio attraverso lo strumento della surroga, a valle di nomine avvenute seguendo logiche politiche e, viceversa, dovranno guardare i loro elettori e dire: –E che vuoi fare, quelli Iudicello, Blasi, Giuliano non erano all’altezza! Il Sindaco ha dovuto nominare altri, i nostri migliori erano troppo scarsi per fare gli assessori!”.
Come dite? Sono maligno?
E no signori no. Proprio no. Non sono casuali i nomi che faccio, li faccio perché si tratta di persone capaci e stimabili, uomini e donne che avrebbero tutte le capacità per svolgere i ruoli assessorili e, vivaddio, rispetto ai nominati, sono in possesso di curriculum politici di gran lunga più importanti. Ora indipendentemente dai mal di pancia espliciti o da quelli dissimulati (intelligenti pauca), la nomina di figure esterne alla cerchia degli eletti/candidati è gravissima, piena di significati politici e indica chiaramente la nuova mappa della geografia del potere in città.
Quindi? Quello che si è consumato è un TRADIMENTO. Tradimento molto più grave di quello legato alle bizze personale o ai calcoli mal fatti di qualche fratello-coltello di cui ho parlato a proposito delle Idi di Marzo del Sindaco Guarente, quello operato nella scelta della composizione della giunta Telesca è un tradimento degli elettori che hanno votato uomini e donne per l’amministrazione della città e ora se ne ritrovano altri nominati.
Che brutta politica!
I due ultimi tocchi finali, aver costretto all’angolo Giuzio nella scelta delle sue (eventuali) nomine consegnando a lui l’obbligo di una quota rosa, di fatto obbligandolo a scegliere tra le sue non elette e andando a condizionare dialettica e equilibri interni della lista di Basilicata Possibile e infine, e l’avevo paventata nella mia precedente analisi dedicata al centro destra, l’annunciata candidatura alla Presidenza del Consiglio Comunale del candidato Smaldone che in un colpo solo si sottrae alla responsabilità di esercitare un ruolo esecutivo, per il quale aveva chiesto la fiducia dei cittadini, mette al sicuro il posto per altri due anni e mezzo e, per di più, nega al primo dei suoi non eletti la possibilità di entrare in Consiglio attraverso la surroga: Un capolavoro di spietato cinismo politico. Sia chiaro ancora una volta per i poveri di spirito, le mie sono considerazioni politiche, non c’è nulla di personale, avrei con piacere plaudito ad una giunta contenente Blasi, Iudiciello, Giuliani, Smaldone, Giuzio, Tramutoli, guardando, sia pure con qualche riserva, con speranza all’apertura di un nuovo ciclo politico. La verità, invece, è che appare sempre più chiara la tela ordita dal/dai burattinai di questa inguardabile sinistra lucana, borghesissima e venduta più che mai ai desiderata dei potenti di turno. Una giunta figlia delle scelte imposte da una classe imprenditoriale sempre più affamata di potere e di aperture di nuovi spazi speculativi, la realtà semplice è che, al netto di vuoti slogan, abbiamo una giunta di destra senza la destra. Fatemi chiudere con una invocazione, la rivolgo al giovane Francesco Giuzio per il quale ho sincera stima e simpatia: Francesco non ti far coinvolgere, non ti mischiare con questo pateracchio governato dal Dio denaro! Ai tanti candidati Kleenex, che ci hanno messo la faccia e che sono stati usati e buttati, i sensi della mia vicinanza e una riflessione personale: Essere dediti ad una causa è cosa onorevole, ma esiste un limite oltre il quale la dedizione travalica l’autolesionismo e sconfina nella complicità.