L’HOMO POLITICUS PUTENZES

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di ROCCO PESARINI

 

 

 

Alzi la mano chi di voi non ha mai detto o sentito dire “Ah i politici di una volta…”, adagio popolare e popolano, spesso accompagnato da un sospiro degno della brezza marina dell’oceano Pacifico.

Che in Italia si sia soliti rimpiangere i politici del passato è altresì cosa arcinota.

Dal re borbone all’Unità d’Italia, dal Ventennio fascista alla cara vecchia DC, nel nostro più o meno amato Belpaese, ognuno rimpiange politicamente qualcun altro con l’insana convinzione che è più facile, comodo e accomodante rimpiangere qualcuno che, piuttosto, darsi da fare per migliorare o cambiare ciò che non ci piace.

Questo il “clima” politico italiano da ormai più di 150 anni.

Poi c’è il “microclima politicoputenzes. Si perché Potenza, la nostra amata Potenza, riesce ad essere particolare in tutto, anche in ambito politico.

“Ovunque è così” risponderanno in tanti. Ma noi qua viviamo…

E in questo “microclima politico”, forse da sempre o forse solo da un po’, si aggira una figura mitologica nuova ma, al tempo stesso, antica: l’Homo Politicus Putenzes.

Una figura come dicevamo nuova ma al tempo stesso antica. Essa affonda sicuramente le sue radici in un passato forse lontano, forse no. Figlio sicuramente di una borghesia sopravvalutata e soprastimata, buona solo a “sparars’ la pos’ atteggiandosi a VIP (very important putenzes).

E della borghesia cittadina, l’homo politicus putenzes ha tutto: spocchia, sottocultura spacciata per sapienza, silente ma profondo disprezzo per la città e per cittadini che non rientrano nella “cerchia degli eletti”, sapientemente costruita a propria immagine e somiglianza.

L’homo politicus putenzes non necessariamente ricopre già incarichi politici. Anzi spesso, lotta, suda, si affanna, sgomita proprio alla ricerca disperata di quel consenso che gli consentirà (lui o lei spera) di ricoprire qualche incarico elettivo potentino, porta d’accesso (sempre secondo lui o lei) alla vita bella, agiata, comoda e rassicurante di ogni politico che si rispetti.

Come riconoscere l’Homo Politicus Putenzes?

La scienza lo sta ancora studiando attentamente per codificarne comportamenti usuali, atteggiamenti e comportamenti preferiti.

L’avvento dei social network (su tutti Facebook) ha facilitato e di molto lo studio scientifico che se ne sta facendo e qualche tratto psicopoliticosocialesomatico è già stato delineato.

Di seguito si riporta un piccolo vademecum (elaborato dagli scienziati che stanno studiando il fenomeno) di alcuni tratti caratteristici dell’homo politicus putenzes, che ci permetterà di riconoscerlo qualora dovessimo incrociarne qualcuno (si badi bene, per “riconoscere” un homo politicus putenzes non devono necessariamente ricorrere contemporaneamente tutte le regole elencate)

 

  1. ESSO/A non perde occasione per decantare l’amore smodato, immane, smisurato e continuamente in crescita per questa città
  2. ESSO/A non perde occasione di fingersi grandissimo tifoso du Putenz’ e rispondere a tutti coloro che te ne parlano “U Putenz è semb’ nu squadron’”
  3. ESSO/A rispetta le feste comandate che, per ogni potentino che si rispetti, si traducono in primis nell’omaggiare degnamente San Gerardo, anche se ne ignori pure il secolo in cui è vissuto o, peggio ancora, non sai cosa diavolo rappresenta il 30 ottobre
  4. ESSO/A è molto social con selfie simpatici, post illuminanti, commenti politicamente elevati
  5. ESSO/A finge di essere uno dei massimi fautori del superamento del campanilismo Potenza – Matera (non sa bene il perché ma considerato che fa figo affermarlo, conviene dirlo soprattutto in vista di Matera 2019 perché “nun s’ po’ mai sapè, magari m’esc’ n’incarico da qualche part’”)
  6. ESSO/A dice “Potenza è bellissima e va amata e valorizzata” finché ricopre un incarico pubblico ben remunerato, salvo poi affermare “questa è na città d’ merd’” non appena gli revocano quell’incarico o lo costringono ad abbandonarlo
  7. ESSO/A si dichiara partecipe ad ogni pubblica iniziativa di cui hai notizia salvo poi defilarsi e sparire in silenzio, soprattutto se “hanna mett’ man’ alla tela
  8. ESSO/A è pronto a cambiare partiti e fazioni politiche in base a come soffia il vento o imperversa la bufera, invocando il sacrosanto principio che “solo gli stupidi non cambiano idea”
  9. ESSO/A si dice favorevole ad ogni proposta, progetto, idea proveniente dal basso (modo di dire che tradisce il profondo disprezzo per quelli che “mentre io so io, loro non contano un cazzo”) ma in realtà è già all’opera per sminuirla, smontarla, denigrarla, affossarla perché “avessa capità’ ca po’ mi fregan’ 10 voti in quella via piuttosto che in quella piazza

Ecco, queste sono alcune delle regole che la scienza ha potuto già osservare e codificare nel comportamento sociale e sociologico dell’Homo Politicus Putenzes per consentirci di riconoscerlo.

Ah dimenticavo! L’homo politicus putenzes è in costante camBagna elettorale perché “nun s’ po mai sapè se e quann iamm a vutà”. Quindi state sempre all’erta perché potreste incrociarne uno in ogni momento!

Vi terremo aggiornati sui progressi in materia.

Come dicono oggi “Stay tuned” (che non vol’ di nu cazz’ ma fa figo dirlo quindi diciamolo).

Sempre (in)distamente vostro.

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Rocco Pesarini

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