STOP ALL'”IMMOBILISMO ORGANIZZATO” DEL PD LUCANO

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Il commissario del Pd , appena svegliato dai rumori della piazza, anzichè perdersi in  spiegazioni sul risultato che il partito ha avuto alle amministrative, a partire da Melfi, ha fatto uscire il regolamento del Congresso di Novembre, smentendo tutti quelli che avevano pensato ad un ulteriore pasticciato rinvio. E’ il suo modo di chiudere la vicenda , lavandosene le mani  rispetto ad una situazione di “immobilismo organizzato”. Si, perché il solo gioco che si sta facendo da mesi è in pista, al coperto, non sulle strade, e in questa pista ci sono 3 o 4 corridori esperti che si giocano l’ultima finale e che finora hanno  stazionato  in piena surplace per capire come e quando scattare  in posizione di vantaggio sugli altri. Figurarsi se le amministrative potevano distoglierli da questa impresa che richiede tempismo e concentrazione su un unico obiettivo.  Fuor di metafora, questi leader non si vedono, non si parlano e soprattutto non hanno tempo e voglia per pensare al partito ma solo a come vincere la tappa del congresso regionale che è una tappa di montagna, l’ultima asperità prima dell’arrivo a Roma.   Con Zingaretti, Lacorazza si era conquistato una decina di metri di vantaggio, ma il cambio della guardia a Roma lo ha riportato indietro, al punto che sta francamente pensando di cambiare colori di squadra e manda i gregari a saggiare il percorso di un diverso accasamento di tipo ambientalista, come fanno pensare alcuni contatti che la stampa ha registrato. E , siccome non è solo, la cosa non è indolore per il Pd, perché tra chi ha strappato a destra ( Braia,Polese) e chi si agita a sinistra per formare una nuova “cosa”( Folino?), alla fine della conta c’è il rischio che dopo un  percorso massacrante ( nel senso che si sono automassacrati) si contino  poche magliette del Pd e non quelle che ci si aspetta di vedere. Per la verità in questa competizione , al di là di Cifarelli e di De Filippo, che hanno battuto  i territori di appartenenza, e di Gianni Pittella ,impegnato in prima persona a difendere, con successo, il blasone di famiglia, il resto dell’apparato ( ad eccezione di chi aveva problemi più grandi cui pensare ) è sembrato fermarsi in attesa di iniziative del Commissario che non sono arrivate, provocando le giuste proteste dell’ex Sindaco ex presidente del Consiglio regionale, Santarsiero, coerente nella sua militanza, ma con la voce  indebolita nella sua consistenza elettorale. Una corsa a parte è stata riservata ai giovani del Pd, cui qualche esponente di primo piano guarda per contornarsi di energie fresche. Ma l’impressione è che lo sguardo di molti di questi giovani, quelli che meritevolmente hanno rinforzato i quadri dell’ANPI per trasmettere un forte messaggio politico antifascista ( attualissimo dopo l’incredibile vicenda dell’assalto alla sede della cgil di ieri l’altro) ,  è più a sinistra e guarda a qualcuno che ancora non è entrato in campo, forse perchè troppo impegnato su scala nazionale. La situazione di “immobilismo organizzato” è così descritta: fatte le dovute eccezioni di cui sopra, i paesi sono stati  globalmente lasciati soli, salvo la corsa di qualcuno a congratularsi sul palco dei vincitori, all’insegna del solito ma per niente convincente  “abbiamo vinto” . Ora che Dal Moro si è deciso ad uscire di scena, parte la vera campagna elettorale , che è tutta interna al partito. E siccome i candidati alla segreteria vengono scelti solo dai tesserati, si può facilmente prevedere che anche questo congresso è una partita che si gioca a tavolino dove vince chi conta più tessere fatte. Se questo è il nuovo, c’è da prevedere il finale di questa penultima tappa di montagna , nella quale si manda un gregario avanti nella consapevolezza che è funzionale al gioco di squadra. Una faccia nuova per un lifting di partito. La più titolata a interpretare questo ruolo è la Locantore, già vicina al sen. Margiotta ma che adesso sembra ricollocata  su sponde più assolate e su spiagge più sicure. Oltre alla naturale diffidenza verso chi passa da una parte all’altra con molta facilità, retaggio di vecchie prassi da eliminare, la reazione a pelle che questa candidatura provoca è che non sembra portatrice di un messaggio di novità e di rinnovamento ma di continuità e conservazione, come dire la persona giusta in grado di mantenere e garantire lo status quo. Solo che conoscendo la prassi ormai instaurata nei Dem, dove chi vince prende tutto e chi perde se ne va, è difficile immaginare che, con un partito ulteriormente depauperato e senza una persona che sappia interpretare il rilancio politico ed organizzativo portando un messaggio di rinnovamento e di discontinuità, il gruppo vincente arrivi indenne fino a Roma e poi con successivi passaggi alle regionali. Se fosse questo il gioco pensato da Cifarelli, De Filippo e Pittella, non si andrebbe lontano , perchè qui non si tratta più di amministrare una segreteria in funzione di chi comanda , ma di farlo rinascere dalle ceneri di un partito che si è consumato lentamente nel fuoco amico. Bisogna osare, prima che sia troppo tardi. Rocco Rosa

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Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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