L’INCAPACITA’ DI USCIRE DALLO STALLO ECONOMICO

0

Il PIL rivisto al ribasso. I mercati puniscono ancora un’Italia incapace di uscire dallo stallo e sfruttare il suo potenziale economico. Quest’anno è iniziato con molte incognite per l’economia italiana ed arrivati quasi al giro di boa del 2019 le stime dei piu’ autorevoli istituti sono decisamente molto meno ottimiste rispetto a quanto previso durante la fase di definizione della finanziaria. L’ultima organizzazione, in ordine cronologico, a pubblicare i suoi dati è l’Istat che riivede dal +1.3% al +0.3% la stima di crescita del PIL italiano. Previsione lievemente migliore rispetto a quelle dell’UE, OSCE e FMI ferme rispettivamente a +0.1%, +0.0% e +0.1% ma comunque in linea con il forte trend a ribasso. Dall’analisi emerge una nazione ferma che fatica a trovare una linea politica di lungo temine ed incapace di ricavare un ruolo a livello internazionale che le permetta di orientarsi in una fase globale tutt’altro che facile.
Indubbiamente gli equilibri mondiali e le posizioni delle potenze politiche ed economiche che hanno stabilito le regole del gioco dal dopoguerra ad oggi garantendo un periodo di relativa stabilità sono in una momento di completa trasformazione e questo non agevola. Ci siamo oramai rassegnati ad accettare la nuova rotta segnata della politica estera tumpiana. Questo cambiamento ha costituito l’innesco dei fenomeni successivi. Ovvero l’atteggiamento più aggressivo ed ambiguo della Russia di Putin che ha consolidato le storiche aree di sua inflenza ed intrecciato relazioni con governi tutt’altro che democratici. E, soprattutto, l’espansionismo della Cina di Xi Jinping che si è  ufficialmente candidata come nuovo leader globale tanto nel campo economico e commerciale
quanto in quello politico e militare. Nel mentre, l’Unione Europea resta osservatrice prendendo tempo in attesa dell’esito delle elezioni di maggio 2019 e lasciando praterie ai partiti populisti e nazionalisti che stanno capitalizzando sapientemente il malcontento. Dall’analisi del PIL emerge pero’ anche tutta l’ambigutà in cui versa l’Italia che seppur ancora qualificabile come terza economia e seconda manifattura europea viene relegata al penultimo posto dell’area euro dagli analisti che valutano il rischio Paese. Un giudizio quantomai duro e per certi versi iniquo rispetto alla struttura, varietà e solidità del sistema economico-produttivo nazionale. La crisi economica di questi anni ha infatti portato anche dei benefici incidentali spinegendo le aziende a migliorare i propri processi, a sviluppare nuovi canali di vendita ed a diminuire la propria dipendenza dal sistema bancario. Il
“made in Italy” è un brand in forte crescita. NonosTante questo, il rigido giudizio degli analisti dimostra i gravi danni causati dalla mancanza di una programmazione industriale di lungo termine, di un programma politico realizzabile e di interlocutori stabili che abbiano l’interesse, oltre che la capacità, di riformare il Paese. In qualche modo l’Italia sembra un gigante annichilito e disorientato che agisce solo per risolvere emergenze invece di prevenire l’evoluzione degli eventi evitando che degenerino in fenomeni dannosi. Un polifemo che se la prende con un nemico a caso, che grida aiuto ma che resta incapace di motivarne le ragioni e mettersi nelle condizioni di uscire dal suo perenne stallo.

Giovanni Arbia – Ellipse Consultants Amsterdam

Condividi

Sull' Autore

Avatar

Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

Lascia un Commento