L’On. Latronico ogni tanto riprende il discorso dei trasporti ferroviari e della Basilicata isolata, per arrivare a parlare della Ferrandina Matera e di tutte le altre cose che bisognerebbe fare. E mi chiedo se questo sia il modo migliore per fare opposizione dopo che i parlamentari lucani hanno bucato le occasioni vere per poter avvicinare i territori della regione ai punti di attracco dell’alta capacità ferroviaria. Occasioni che si riconducono a due grandi decisioni: la prima di spostare di quaranta chilometri oltre i confini lucani il tracciato della A/C Napoli –Bari, allontanandosi verso il beneventano anzichè seguire il vecchio tracciato della Avellino- Rocchetta -Foggia , la seconda di privilegiare Lecce rispetto a Taranto per la prosecuzione in questo decennio dell’alta velocità Bologna-Bari. Due scelte che hanno definitivamente condannato all’isolamento la Basilicata e resa veramente secondaria la tratta Battipaglia -Taranto, che un tempo si poneva come il solo collegamento per Roma di tutto il bacino della Puglia meridionale . In queste occasioni non abbiamo sentito uno, dico uno parlare di queste cose, al punto da chiederci se non fossimo noi carenti di informazioni, mentre altri sapevano cose che li lasciavano tranquilli. No, erano semplicemente distratti, forse presi da altra sparate su altri settori, perché il gioco,anche in Parlamento è cambiato: non c’è più una lucanità da difendere, un gioco di squadra da fare, e ognuno se può contribuire a delegittimare l’altro è ben lieto di farlo. Questo anche perchè è cambiato il principio di rappresentanza dal momento che in parlamento non ti manda un elettore ma il tuo capo partito . Ma questo è un altro discorso. Sta di fatto che il problema che si pone è che oggi la Basilicata è lontana dai collegamenti veloci e non sarà un pullman che ci porta a Salerno la soluzione dei problemi. Dobbiamo allora capire quello che si può fare in una situazione che è completamente nuova, in un quadro che è totalmente cambiato. E dunque , non potendo più prevedere uno sviluppo autorevole della tratta Taranto –Roma , ormai condannata ad essere residuale, non han senso neanche parlare della Ferrandina Matera, con il capoluogo materano che sul versante pugliese ha ben altri punti di attracco all’alta velocità. Stessa cosa per la zona del Vulture, alto bradano che in Foggia ormai intravede la sua stazione di riferimento per il collegamento con il resto d’Italia. Rimangono isolate due realtà: il potentino ed il lagonegrese , che potrebbero trovare il loro punto di attracco a Sicignano, se solo il Governo facesse uno sforzo per creare lì, in una zona scarsamente popolata, l’hub dell’alta velocità cui farebbero riferimento le popolazioni del vallo di Diana, quella del potentino e val d’Agri e quelle del Nord lagonegrese. Anziché fermarsi a battipaglia, i lavori per l’ammodernamento della rete Alta velocità dovrebbero proseguire di 35 kilomentri, fino a Sicignano. Tutto qui e non sarebbero soldi persi. E allora evitiamo di sparare ad acqua, e cerchiamo di centrare un obbiettivo che potrebbe servire allo sviluppo della Basilicata .
LITIGANDO SULLA STAZIONE, HANNO PERSO IL TRENO
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