L’ORGANIZZAZIONE DELLA REGIONE: SCELTE INCOMPRENSIBILI E PASTICCIATE

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Oggi hanno presentato ai sindacati la bozza della nuova organizzazione regionale. Una bozza nata all’interno delle stanze dei direttori generali senza alcun confronto con chi in quei Dipartimenti ci lavora e che potrebbe esprimere suggerimenti e proposte. E che manchi questo contatto preliminare con chi le cose le fa materialmente lo dimostrano due cose: l’accorpamento di materia senza un filo logico e la classificazione dell’importanza degli Uffici in misura inversamente proporzionale alla loro complessità. Una volta c’era la buona abitudine di preparare gli organigrammi attraverso una conferenza di produzione, dipartimento per dipartimento. Anche questa buona abitudine è saltata ,l in nome di persona che si autoesaltano nel loro ruolo e si sentono infallibili. Una scorsa all’organizzazione complessiva conferma l’assoluto sbilanciamento degli uffici intorno alla presidenza della giunta, che totalizza quasi un quarto delle figure dirigenziali dell’intera Amministrazione, con competenze le più varie , per la maggior parte spostate sul controllo al punto che c’è da chiedersi dove sono chi deve lavorare , essendo tutti dalla parte di chi deve vigilare. La bozza dell’organizzazione passerà al vaglio dei Sindacati, ed è come attribuire un diritto di lettura e non altro, visto che  da tempo i Sindacati hanno perso il loro ruolo e si accontentano di far vedere che comunque esistono. Se ci fossero dovrebbero battere innanzitutto un colpo sulla direzione di marcia che il Presidente ha preso che si è inventato un modello presidenzialista che non sta né in cielo né in terra e che confligge vistosamente con la divisione di poteri tra la politica e l’amministrazione. Qui, con questa ventina di uffici alle dirette dipendenze del vertice della regione, uno più importante dell’altro si è praticamente tolto di mezzo la divisione dei poteri e si è dato vita ad un organismo superpotente di direzione politica ed amministrativa insieme. Completa il disegno la scarsa volontà di far emergere una classe dirigente locale, con il consueto rimando a tempi migliori dei concorsi. Vedremo come va a finire ma è certo che la meritocrazia è un’altra parola dal sen fuggita in campagna elettorale senza che vi fosse consapevolezza del significato: la meritocrazia che la gente vuole e per la quale ha assistito con imparzialità a questo cambio di stagione, sperando nel meglio, si fa con i concorsi , magari con la severità, di concorsi sottoposti ad autorevoli organi di vigilanza. La Puglia ha fatto i concorsi in tempi non sospetti, la Campania ha bandito diecimila posti . La sola regione, oltre alla Sicilia, che ha più cristiani che sedie da occupare è la Basilicata, dove questa storia dei concorsi è vissuta come una scocciatura da chi fa del potere della Regione una cosa “friggi e magna”. Alla faccia del rinnovamento morale! Rocco Rosa

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Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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