LUCA BIANCHI: LA BASILICATA? COSI E’, SE VI PARE

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L’analisi che il direttore generale della Svimez, Luca Bianchi, ha prodotto ieri al Motel Park dovrebbe essere lettura obbligatoria per tutti quelli che hanno in mano le sorti della Basilicata o che anelano a diventarne classe dirigente. Sono numeri che inchiodano nella loro oggettività, una fotografia  senza sfumature, dai contorni netti e che racconta il bello ed il brutto di questa regione in vent’anni. E’ un dato inoppugnabile ad esempio il fatto che ,nonostante gli sforzi di crescita fatti, non siamo, come lucani, riusciti a ritornare ai livelli socioeconomici prima della crisi del 2008. Il Pil è ancora di dieci punti sotto, che non sono una sciocchezza,  il settore delle costruzioni è di sedici punti sotto, l’agricoltura, nonostante gli sforzi è di otto punti sotto. Rispetto al 2008 abbiamo ventimila occupato in meno .Non solo ma i Neet ( che non studiano e non cercano lavoro) sono la bellezza di 36mila unità di cui seimila laureati. Ogni discorso di sviluppo deve partire da questo dato allarmante, dei giovani che non sono chiamati né a crescere né a vivere in basilicata , una forza inattiva che va liberata dalla sfiducia. Circa i percorsi di crescita, non c’è dubbio che l’industria è il settore decisivo per innestare uno sviluppo sensibile. ma qui abbiamo una situazioni a macchia di leopardo, o meglio abbiamo campioni di industria isolati, che non fanno rete e non producono un sistema industriale evoluto. Eppure ,nonostante questi fatti, la basilicata è riuscita ad esprimere alcune eccellenze che non vanno sottovalutate: i lea ( i livelli essenziali di assistenza) sono tra i migliori in Italia e i primi al Sud, i tassi di scolarizzazione sono alti  e il rafforzamento dell’Università diventa un fattore di attrazione non indifferente per l’attività imprenditoriale che voglia allocarsi in Basilicata. Nota dolente ,l’infrastrutturazione che è al 30 per cento dell’indice europeo di competitività.  Come può innescarsi un circolo virtuoso di sviluppo?  Bisogna partire da uno sviluppo locale inclusivo cercando una specializzazione produttiva prevalente capace di creare indotto ( vedi la cultura ed il caso Matera) , ingigantire il fattore Territorio in cui convivono la buona qualità, un buon sistema di relazioni, la capacità di aggregarsi e cooperare, premessa delle filiere produttive locali, la svolta per una economia ecosostenibile. Accanto a questo una politica seria di attrazione industriale, basate sulle convenienze allocative ( istruzione, energia, semplificazione amministrativa, servizi, innovazione e ricerca) e, last but non laest, il rafforzamento della coesione sociale, la valorizzazione delle competenze, l’attrazione di capitale umano attraverso la meritocrazia. E qui casca l’asino, verrebbe da dire! La speranza è comunque dura a morire. R.R.

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Sull' Autore

Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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