Luigi Abate

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Luigi Abate, modello lucano di operosità e di integrazione in Germania
Scritto da Lucia Lapenta

Era un giorno di Maggio del 1962 quando Luigi Abate, accetturese vissuto per quasi 18 anni a Oliveto Lucano, partì per la Germania in cerca di un futuro migliore, per sé e per la sua famiglia d’origine. Come per tanti altri suoi conterranei, ha affrontato il viaggio della speranza con il coraggio di chi è consapevole di giungere, da straniero, in terra straniera.

Arrivato a Baknang, nello stato federale del Baden –Württemberg, non si è perso d’animo; anzi, facendo leva sulla sua proverbiale tenacia, inizia a lavorare in una conceria di pelli della zona. I primi tempi sono difficilissimi perché c’è lo scoglio della lingua da imparare e la diffidenza della comunità locale da superare. Ma Luigi, per tutti gli olivetesi Gino, ce la mette tutta: dopo la giornata di lavoro frequenta le scuole serali dove, in breve tempo, impara il tedesco e, nei fine settimana, si mette a disposizione della comunità locale dedicandosi al volontariato.

Sei anni dopo cambia città e si sposta nella ridente cittadina ai piedi del Lago di Costanza: a Friedrichshafen, a Sud-Ovest di Ravensburg, viene assunto come meccanico industriale in una tra le più grandi industrie metalmeccaniche del posto, la ZF.AG.

Tra ingranaggi, pezzi di acciaio e catene di montaggio Abate si fa apprezzare per il grande spirito di abnegazione, tanto che l’azienda gli conferisce un riconoscimento per l’impegno profuso nei progetti di miglioramento relativi ai processi di lavoro. Nel 1971, nove anni dopo il suo arrivo in terra tedesca, si sposa con Maria Pinto e diventa padre di tre figli: Michele, Rocco e Romina.

Ed è pensando al loro futuro ed ai problemi di adattamento scolastico dei numerosissimi bambini italiani che Abate fonda, nel 1987 insieme a 19 famiglie, l’Associazione dei Genitori.

“Negli anni ’80 – conferma il presidente onorario dell’Associazione che adesso porta il nome di Centro Italiano di Promozione Culturale – l’insegnamento della lingua madre veniva trascurato presso le scuole tedesche con evidenti problemi per i giovani studenti italiani, sia per il loro apprendimento scolastico che per l’integrazione con i propri coetanei tedeschi. Difficoltà che, in prospettiva futura, avrebbero pesato fortemente anche per l’inserimento nel mondo lavorativo. Con l’Associazione dei Genitori ci siamo battuti perché negli Istituti si potesse avere il bilinguismo con insegnanti di ruolo, a beneficio di tutta la comunità scolastica di lingua italiana. Altrimenti, così come accaduto per me vent’anni prima, l’unica alternativa sarebbe stata quella di frequentare esclusivamente le scuole speciali”.

Avendo provato prima sulla sua pelle le difficoltà di integrazione, Luigi si è impegnato perché le cose potessero essere diverse per le generazioni successive. Ciò, unito ai suoi sforzi per essere parte integrante di un contesto e superare la diffidenza tra le culture, è stato apprezzato proprio nella sua città d’adozione: nel 1991 diventa membro della Commissione d’Integrazione di Friedrichshafen, il comune che lo fregia tra l’altro dell’onorificenza di “Cittadino modello per l’integrazione e l’interculturalità”.

Ma, non è che l’inizio: nel 2008 arriva anche l’attestazione della Cancelliera Angela Merkel che lo riceve al Palazzo del Governo a Berlino per conferirgli, tra mille candidature, la medaglia al merito per il suo impegno socio-culturale.

“Un grande onore – dice emozionato il sessantottenne lucano – che mi rende orgoglioso di quanto, con enorme fatica, ho costruito potendo contare esclusivamente sulle mie forze”.

A distanza di 25 anni dalla sua fondazione, il Centro è diventato non solo il luogo di interscambio linguistico (con corsi di sostegno per bambini in difficoltà, insegnamenti di tedesco per italiani in Germania e, viceversa, lezioni di Lingua e Cultura italiana per tedeschi) ma anche uno spazio di ritrovo per attività sportive, ricreative e socio – culturali per la comunità italo-tedesca in Germania.

Realizzando concretamente l’ideale della condivisione, bambini, adulti e anziani di entrambe le nazionalità si ritrovano insieme a Luigi per giocare, sperimentare la condivisione di tradizioni e di conoscenze di cui non si vogliono perdere le tracce. Dal 1987 ad oggi il Centro fondato dal dinamico accetturese è diventato, dunque, il ritrovo di un’unica grande famiglia che, finalmente, può sentirsi a casa e sicura di poter difendere i propri diritti costituzionali, tutelando contemporaneamente l’identità dei loro figli.

A testimoniare il successo di questa iniziativa che, in piccolo, potrebbe essere un modello da poter “esportare” in tutto il mondo, c’è la crescente adesione degli associati e delle oltre 250 famiglie provenienti da diverse regioni italiane. Ma, anche e soprattutto, l’indissolubile e fraterno legame dei suoi concittadini lucani che, in lui, vedono un modello concreto di operosità e generosità.

“Non è rimasto – testimonia Beniamino Onorati, in qualità di presidente dell’Associazione Culturale “Mons. Raffaello delle Nocche” e amico di lunga data – un semplice emigrante chiuso in una realtà anonima e ristretta al solo ambito personale. È riuscito a ritagliarsi un posto lì dove un posto non c’era. Ha saputo costruire intorno a sé, con senso altamente associativo, una rete di relazioni umane inizialmente nata da esigenze e bisogni concreti legati ai suoi connazionali, ma che gradualmente ha interessato l’intera comunità degli stranieri presenti a Friedrichshafen. Ha dato vita ad un Centro di promozione culturale che rappresenta, allo stesso tempo, il luogo per promuovere la cultura italiana (in particolare quella lucana) e la casa sicura dove ogni straniero possa fare riferimento”.

E, a essergli sempre riconoscente saranno soprattutto i suoi compaesani e la Pro Loco Olea che, il 13 agosto 2010 in occasione della “Seconda edizione talenti olivetesi nel mondo” gli consegna il Premio speciale per l’impegno profuso in campo sociale e nel mondo dell’associazionismo.

“Gino e il suo Centro Italiano di Promozione Culturale – ha confermato Saveria Catena, presidente di Olea – sono l’espressione concreta di un’esigenza che non dovrebbe mai essere negata a nessuna persona, cioè quella di conservare la propria identità”.

Lui lo ha fatto, pur trovandosi in una terra estranea, consentendo anche ai lucani in Basilicata di arricchirsi di nuove esperienze.

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Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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