LUIGI GILIO
Il vento non lo fermi
svolazzano per aria
avanzi certi e facce ambigue
le mani
l’unica barriera
prima che la quiete
stabilisce il prezzo da pagare
le ombre temporanee
dondolano consapevoli
come i lampioni la sera
e se è troppo forte il vento
il rischio del buio
s’impone come condizione
dell’instabile cammino
come sentire il lamento
che giunge sulle tenute di cemento
da lontano, da oltre il tempo
sfiatato sulle porte
mal chiuse delle strade morte
il vento aizza sventurato
il dolore di tanta stirpe
a volte è stato benefico
il soffio liberatorio
a scoperchiato il tetto dei potenti
quando il ripulire inquieta
denuda le armi del strapotere
per altro s’infuria il tempo
quando cambia il vento
il vento non lo fermi
nemmeno mille mani
intrecciate oltre il colle
il suo impeto sale al cielo
e come riordinare
gli oblii affusolati che
permangano nell’animo
