Né stuoli né suoni
Dove sei?
Fila di lampante scompiglio,
ramoscello di arena indorata,
lungo l’arcano di un dovere.
Dove sei?
Lucciola laboriosa,
al cantico, sotto l’arco,
dove passano le amanti stanche.
Ti troverò!
In qualche posto, distante,
là , dove il solco, la polvere ristagna,
al lume acceso sopra la strada.
Ti troverò!
Se il tempo con il tempo consola,
la coda delle solitudine,
in questo esiguo stato sociale.
Ti fai burla
delle istanze notturne,
soffiando, tacite, le urla
indifferenti,
né stuoli né suoni.
La lanugine si fa lunga,
sui pensieri,
e non si dorme,
la veglia si quieta
ai piedi del giorno,
Dove sei?
Ci sarà un posto,
dove incontrerò il tuo vivere,
col desio indiziato,
da non poterne fare a meno.
Come l’acqua,
corolla la giusta perfezione,
il sole le punta,
con un bacio, il suo calore.
Prima ancora, che la notte,
si impossessa delle sue povere ossa.
dalla raccolta “Il mio Paese è quello che mi resta”