LUIGI GILIO
Paese
Sei lì
intontito alla mia vista
ormai flebile
si rannicchia la distanza
il tocco
un’educata permanenza
quando osavo
perdermi tra le strade
le mille gradinate
pendii
accavallati alle scarpe
perse sulle sensuali contrade
il docile fuggire
è stato invano
come rimescola il cuore
le tue fronde
aprono varchi al ricordo
e sembra quasi parlare
tacito è il tuo sguardo
come l’assenso breve
di una madre stanca
che guarda andare
il proprio grembo oltre il mare
un giorno ci sarà
il solco del ritorno
e come un bimbo sperduto
cingerà le braccia
il tuo giovane colle
che avvolge l’aria
in un circolare impegno
che porta al campanile
piazza del desiderio
di un amore infantile
il Paese e lì
si lascia ancora
le gote accarezzare
