APPUNTI DI VIAGGIO – STATI UNITI, 2014

0
ida leone APPUNTI VIAGGIO STATI UNITI CIBO

Ida Leone

Ogni volta che sono andata negli USA in compagnia dei miei genitori – con mia mamma, soprattutto – è stato abbastanza ovvio che i desiderata alimentari di mia sorella e i miei si ponessero agli antipodi: io volevo solo autentiche schifezze americane o etniche non riproducibili se non con difficoltà dall’altra parte dell’Oceano, in particolare nel paesello meridionale ove vivo, lei – che vive lì – voleva solo cibo fatto in casa e italiano quant’altri mai. E’ stato solo in forza di un vigoroso compromesso iniziale che abbiamo potuto imbandire tavole sulle quali comparissero contemporaneamente lasagne e hot dog con la mossstaaarda, cotolette e tramezzini con insalata – tacchino affumicato – pomodoro – maionese – salsina piccante, pasta alla siciliana e Queso Dip con i Tostitos, pastasciutte varie con cibo thailandese, cinese, greco,  tex-mex, indiano.  Io sono soddisfatta, credo anche lei.

************************

I supermercati americani sono sconfinati, come molte cose in questo indimenticabile Paese, e hanno di qualunque cosa millemila varieta’, come se avere meno di 70 tipologie di caffè solubile fosse già l’anticamera della carestia. Muri di cremine in barattolo si parano di fronte alla estatica turista italiana, che impazzisce per le cremine coi sapori strani, possibilmente piccanti, e si fa prendere inevitabilmente dalla sindrome di Stendhal per cui le tocca tutte e poi non ne compra nessuna, perchè tirata via dal resto della famiglia impaziente.

*************************

Scena: ristorante giapponese posto nell’area urbana a Nord di Chicago. I tavoli hanno una parte in legno e una parte in acciaio, riscaldabile fino a diventare rovente, sulla quale il solerte giapponesino fa un pò di circo e cucina pesce con le verdure, riso fritto e carne con la salsa teriyaki. Alla fine fa un inchino e se ne va fra gli applausi mentre giovanotti con la faccia andina e adolescenti di colore tolgono tutto di mezzo, piatti, bicchieri ciotoline e puliscono la piastra non più rovente.

Conclusione: gli americani (e i loro ospiti italiani) mangiano, i giapponesi cucinano, i messicani sparecchiano.

**************************

I due canali monotematici della tv satellitare che si occupano di cucina mandano in onda h24 gente di tutte le etnie, sessi, razze e religioni che cucina e vi fa vedere come si fa qualunque cosa, per lo piu’ eccessivamente trasudante grassi vari e con un numero di ingredienti e spezie che da sole basterebbero a Carlo Cracco per due pranzi completi.  Il pasticcio sembra essere il filo conduttore di trasmissioni in cui si succedono senza soluzione di continuità signore cinesi, francesi, italiane (of course), messicane, spagnole che realizzano pastoni improponibili, che servono pero’ a far venire una certa fame, a qualunque ora la guardiate.

Il canale dei dolciumi e’ ancora più perverso: tonnellate di cioccolato fuso, panna, cannella, fudge, caramello, noci, miele vengono ogni minuto mescolate insieme per farne bombarozzi mollicci sgognanti da 30.000 calorie a boccone.  Il top e’ stato toccato stamattina alle ore 11:00 quando una signora di colore decisamente sovrappeso ha preparato bacon affumicato tostato in forno e ricoperto di cioccolato fuso, e lo ha chiamato “dessert”. E un po’ di cioccolato bianco, a guarnire.

Poi ci sono dei tizi – indimenticabile uno coi capelli a spazzola tinti di biondo, gli orecchini e gli anelli da perfetto esponente della Jersey Shore – che vanno in giro per gli States a scoprire piccoli luoghi di culto alimentare, tavole calde nel mezzo del Montana dove si fa quella tale specialità con la carne di bufalo per cui tutti i montanesi affrontano un viaggio per andarla a mangiare.  Si inizia con interviste a gente seduta ai tavoli, in genere con la bocca troppo piena per rispondere. Si prosegue con le retrovie. Il tour nelle cucine lascia spiazzati: il patron della tavola calda che vi fa vedere come si fa la specialità al bufalo mette il triplo di ingredienti rispetto ai già tanti che si vedono nelle trasmissioni condotte in diretta da linde cucine televisive, il triplo di spezie, e  fa bidoni interi di qualunque crema o marinata che serve per il bufalo. La scena finale e’ sempre quella del truzzo biondocrinito che addenta il tramezzino di bufalo come se non mangiasse da tre giorni (e forse e’ cosi’, il viaggio fino in Montana e’ lungo) e mugola di soddisfazione, da’ un secondo morso e poi spiega quanto sia delicious il mix fra il sapore del bufalo e quello degli altri settemila ingredienti che sono stati a viva forza contenuti fra due fette di pane.

Io sono stata drogata da questo canale per giorni interi. Ovviamente, non ricordo manco una ricetta.

Condividi

Sull' Autore

Ida Leone

Esperta di Fondo Sociale Europeo e delle politiche della formazione e del lavoro. Mi interesso anche di fenomeni di innovazione sociale e civic hacking: open data, wikicrazia, economia della condivisione, creazione ed animazione di community di cittadini. Sono membro del gruppo di lavoro che ha portato Matera a Capitale europea della cultura per il 2019. Sono orgogliosamente cittadina di Potenza e della Basilicata, e lavoro e scrivo per migliorare il pezzetto di mondo intorno a me.

Lascia un Commento