Paziente solitudine
Sul sentiero che porta al monte
m’imbatto nelle orme del tempo
sul tratturo
che ancora c’è
pieno d’erba
tra gli argini dei campi
porto a spasso
le solitudini che invadono l’orizzonte
sono passi lievi
come il vento che mi accompagna
penso alle parole sciolte
che perdevo dalla bocca
quando era il momento di incantare il mondo
per questi prati incerti
ho mescolato i colori di un’arte nuova
che pennelli traboccanti
han sorpreso il cielo
in qualche foto
qua e là
ancora sono dissimilati
io, ingenuo
maturavo un cambiamento
forse, il quel mentre,
avevo un’altra coscienza
la fatica di un dolore da domare
si faceva buio
e la notte imprigionava la paura
ho allontanato l’anima dal tuo candore
il paesaggio un oblio
come il sonno
anche quando parevo sveglio
tu, paziente solitudine
sei stata madre
seppur umiliata, sei stata grata
per quel po’di amore
goccia piacevole che ancora stillava
dal mio cuor ferito
