Macron bis.tutta un’altra storia

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MICHELE PETRUZZO

Emmanuel Macron sarà il Presidente della Repubblica francese per la seconda volta consecutiva. Il ballottaggio del 24 aprile lo ha visto trionfare con il 58,5% (oltre 18 milioni di voti) contro la sfidante Marine Le Pen, che ha ottenuto il 41,45%. Il primo turno, tenutosi il 10 aprile, non aveva ancora emesso un verdetto, rimandando la questione a due settimane dopo. E alla fine la corsa all’Eliseo l’ha vinta di nuovo lui, il Presidente uscente. Affluenza al 71,99%. L’astensione al 28,01% rappresenta il dato più alto per un ballottaggio dal 1969. 

Macron, che ha raccolto risultati importanti nelle grandi città, ha però ottenuto circa due milioni di voti in meno rispetto alla precedente elezione del 2017, quando arrivò a toccare il 66,1%. La sua sfidante, invece, ha registrato una crescita dei consensi, con oltre due milioni di voti in più rispetto alla scorsa tornata elettorale. 

Il presidente francese partiva come favorito, potendo contare sull’esplicito sostegno della sinistra radicale di Mélenchon, il cui risultato (oltre il 20%) aveva sbalordito un po’ tutti, sia in Francia, sia all’estero, aprendo dibattiti sul ruolo della sinistra radicale al giorno d’oggi. 

«Nessuno sarà lasciato indietro, dovremo rispondere alla rabbia del Paese» ha dichiarato il Presidente neoeletto, che ha reso omaggio ai suoi sostenitori sotto la Torre Eiffel, in un tripudio di tricolori. 

Nel frattempo anche in Italia arrivano le prime reazioni dei vari leader politici: da Matteo Renzi, che esprime la sua soddisfazione per quella che definisce “una vittoria schiacciante”, a Matteo Salvini, che si complimenta con la sconfitta Marine Le Pen. Il Premier Mario Draghi ha definito la vittoria di Macron “una splendida notizia per tutta l’Europa”. 

Macron avrà, dunque, a disposizione altri cinque anni per portare avanti il suo progetto politico. E dovrà farlo in un momento storico complicato e delicato. 

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Sull' Autore

Nato a Potenza in una calda notte di agosto del 1994. Storico, appassionato di politica e tifoso della Roma. Ho studiato a Bologna, dove ho conseguito la laurea magistrale in Scienze storiche con una tesi in “Storia delle donne e dell'identità di genere”. Ho frequentato la Scuola di giornalismo della Fondazione Lelio Basso e ho collaborato con “Il Manifesto”. Adoro la letteratura e il mare.

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