MAMMA “ERASMUS “, UNA BELLA STORIA

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BY SEVERINO LAPOLLA

MAMMA “ERASMUS “, UNA BELLA STORIA

 

Oserei definirla una “rivoluzione”che nasce nel 69 ,epoca  di tante altre rivoluzioni ,in cui gli studenti erano visti , ad essere benevoli , come “ contestatori” fino ad essere considerati dalle frange più conser vatrici come “ , “rivoluzionari”,”agitatori”,”destabilizzatori” e quant’altro. La Scuola proprio in quel periodo aveva ricevuto uno scossone dalle fondamenta; le vecchie  strutture organizzative; le vecchie gerarchie erano collassate per cui l’approccio con gli studenti; con qualsiasi tentativo di impostazione di dialogo (sempre che prima ve ne fosse stato uno)  veniva guardato come “ iniziativa rivoluzionaria” Bisogna puntualizzare, a questo punto, che la stragrande maggioranza degli studenti, pur concedendosi qualche sciopero (cosa quasi inconcepibile in passato) tiravano a studiare e a i propri obbiettivi  Ma è proprio in quel periodo che una studentessa tra le altre , appena laureata  , viene  cacciata in malo modo da un Direttore di segreteria  dopo aver formulato la richiesta di andare a studiare In America. “Ora la mandiamo anche in vacanza in America  con la scusa di studiare all’estero “.

L’umiliazione fu cocente e così, Sofia Corradi,, ora 82 anni,  già docente ,dal 2004 ,di Educazione Permanente all’Università Roma Tre, si impegnò e vinse una borsa di studio per trascorrere  un anno alla Columbia University di New York. Tornò in Italia con un master ma allo sportello dell’Università di Roma andò incontro alla doccia fredda. “Mi hanno guardata con disprezzo, dileggiandomi davanti a tutti”, Fù inn quel momento , che nella sua mente si sviluppava, in embrione , l’idea dell’Erasmus.

Quando ne parlavo in giro – racconta –  in tanti mi chiedevano a cosa serviva mandare gli studenti in Germania a inseguire le ragazze bionde. Io spiegavo che nel nostro Paese potevano inseguire le brune ma non era quello il problema. Se uno non aveva voglia di studiare non avrebbe dato esami comunque. L’importante era che in ogni caso gli esami passati all’estero fossero ritenuti validi in Italia”.

E’ il ministro Mario Ferrari Aggradi a trasformare l’idea della Corradi in un disegno di legge approvato anni dopo. Nel contempo si avviano incontri bilaterali con Francia e Germania per creare i primi scambi. “I giornali  parlarono di quel progetto e l’opinione pubblica cominciò a conoscerlo. Ma eravamo davvero agli inizi – afferma Sofia – Bisognava spronare la politica e contestualmente preparare le tabelle di equivalenza dei singoli esami tra vari atenei. Ho fatto anni di battaglie e rotto le scatole a tantissima gente”.

 Fino a quando, nel 1976, gli esami sostenuti da studenti italiani in Francia vengono convalidati in Italia. E un decennio dopo, nel 1987, l’Erasmus diviene una realtà a tutti gli effetti.

La sua volontà di realizzare quell’intuizione si rafforza col tempo. Diventa ricercatrice all’Onu, fa carriera universitaria, fino a diventare consulente della Conferenza dei Rettori  e a breve sarà premiata dal re di Spagna Filippo IV e dal presidente del Parlamento dell’Unione Europea Martin Schulz con il prestigioso premio “Carlo V”. . Ora l’anziana professoressa racconta tante storie di  giovani che ancora  incontra sul suo cammino. E a tutti racconta come un’esperienza del genere ti può cambiare la vita . E aggiunge sorridendo : “Spesso, dopo aver  chiacchierato, si va a cena e mi invitano persino in discoteca. Dicono sia un loro modo per ringraziarmi. Magari un giorno accetterò”. Intanto L’Erasmus è diventata una meravigliosa opportunità per milioni di ragazzi che possono così conoscere nuove realtà aprire i loro orizzonti

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