REGIONE, TAR e TRASPARENZA

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MARIA CRISTI SANSONE

MARIA CRISTI SANSONE

Tema del giorno, ancora e sempre il petrolio!. Parliamo questa volta della storia delle concessioni esplorative in mare e segnatamente di quella nel mar Jonio rispetto alla quale è arrivata la sentenza del TAR del Lazio che praticamente dà ragione alla società Enel Longanesi Developments Srl sul suo diritto ad esplorare, sulla base del permesso “d 79 F.R.- EN”. Come si sa, la Regione Basilicata aveva presentato ricorso in seguito alla valutazione espressa del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio di concerto con il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo nel decreto del 12/06/15 e nel quale si legge , cosa di non poco conto, che la Regione Basilicata non aveva inoltrato al ministero competente il proprio parere in merito. I ministeri coinvolti nell’espressione del parere hanno decretato la compatibilità ambientale relativamente alla realizzazione di un indagine sismica 3D nel Mar Ionio settentrionale nell’ambito del permesso di ricerca di idricarburi sopra citato. In realtà, il parere della regione Basilicata è stato inoltrato ma lo si è fatto dopo la scadenza dei termini stabiliti. Dire che di fronte a questa palese inadempienza il Tar del Lazio si è trovato di fronte ad una decisione quasi obbligata è cosa che molti legali sostengono. Si tenga presente che il parere concerne alla regione ma anche, sotot il coordinamento di questa, agli enti locali interessati dal provvedimento, nel caso in specie, la Provincia di Matera, i Comuni di Nova Siri, Rotondella, Policoro, Scanzano Jonico, Pisticci e Bernalda.

Qualcosa non ha funzionato,probabilmente la comunicazione tra governo regionale e uffici preposti alla redazione dei documenti da inviare a ministero.

Sarebbe interessante avere risposte ad alcune domande, per esempio:

  1. Perché nel decreto del 12/06/15 del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio di concerto con il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo non è riportato il parere della regione Basilicata, mentre risultano riportati quelli della Regione Puglia e della Regione Calabria, che esprimono parere contrario?
  2.  si aveva consapevolezza, quando la Regione ha presentato ricorso al TAR del Lazio, che essa era inadempiente nella presentazione del proprio parere al Ministero dell’ambiente?
  3. Si avvierà una inchiesta interna per poter stabilire chi non ha svolto al meglio il lavoro?
  4. Come è possibile che un parere che andava espresso in sessanta giorni è stato rilasciato in un tempo di oltre un anno e mezzo?
  5. La regione è stata informata e ha dato prontamente informazione alle amministrazioni cui fa riferimento lo stesso decreto? Chi ha perso tempo? C’è stata una conferenza di servizi sulla questione.E quando?

Ecco dunque che la questione investe il diritto-dovere alla trasparenza. Dopo tutto quello che è successo, è essenziale che le cose si sappiano e  che soprattutto si precisino le responsabilità perché è troppo comodo il gioco di dirigenti che, quando si vince in giudizio,  a pretendere le parcelle legali sono tutti uniti contro l’Amministrazione, quando si perde, si chiama l’Amministrazione a pagare. Così, semplicemente.

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Sull' Autore

Maria Cristi Sansone

Dottore di ricerca in Scienze della Terra e Geologo, esperto in Petrologia, Mineralogia, Geologia microstrutturale, Geologia ambientale e Petrografia applicata. L’attività di ricerca ha riguardato lo studio e la caratterizzazione delle rocce ofiolitiche sia basiche che ultrabasiche affioranti al confine calabro-lucano; dei suoli sviluppati dalle rocce ofiolitiche e delle rocce carbonatitiche del Vulture. Ha collaborato con il CNR-IMAA, Università degli Studi della Basilicata e Regione Basilicata per il Progetto Rete Natura 2000 per i siti Foresta Gallipoli-Cognato, Bosco di Montepiano e Dolomiti di Pietrapertosa. Esperto in problematiche e tematiche ambientali. Autore di pubblicazioni scientifiche in riviste internazionali e nazionali. Libri, teatro, cinema, cucina e arte creativa le passioni frequentate e appagate.

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