Maria Italia Insetti

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Maria Italia Insetti: per un’architettura delle città-natura
Scritto da Lucia Lapenta

Più che riqualificazione, ri-generazione.

Non esclusivamente progettazione spasmodica in virtù della crescente richiesta di abitazioni da parte della moderna società civile, ma interventi dall’invasività ridotta all’essenziale che tengano conto della necessità di preservare la qualità della vita nelle città. Luoghi non solo da abitare, visitare o per i quali transitare. Piuttosto dei centri da vivere quotidianamente, in cui rimanere e da poter attraversare avvertendo che, pur nella “fermezza” e con i vincoli del costruire, qualcosa va creandosi continuamente. Tra il dentro degli edifici e il fuori della natura, tra gli spazi degli agglomerati urbani e quelli del paesaggio, tra l’uomo e la natura in una soluzione di continuità, anziché di cesura.

Questa, in estrema sintesi, la “filosofia” maturata negli anni da Maria Italia Insetti, prima borsista e, ora, nella doppia veste di docente e tutor alla Facoltà di Architettura dell’Università della Basilicata.

Nata a Salerno nel 1975 da papà murese e mamma di Sasso di Castalda, dal 1981 vive stabilmente a Potenza dove, dopo la maturità scientifica al “Galileo Galilei” ha proseguito gli studi, conseguendo con il massimo dei voti la laurea in Ingegneria Edile.

Interessata sin da piccola dall’architettura (i genitori entrambi diplomati all’Istituto d’Arte del capoluogo le hanno trasmesso il senso del bello e della creatività, ndr), al secondo anno accademico il felice quanto inaspettato incontro con il professore Armando Sichenze, ordinario di Composizione Architettonica e Urbana dell’Unibas innesca in lei la volontà mai sopita di indirizzare la sua formazione verso la sua passione di sempre.

L’entusiasmo del docente di origini romane, collega e amico di maestri indiscussi dell’architettura moderna come Alberto e Giuseppe Samonà, Buno Zevi o Vieri Quilici la coinvolge, tanto che decide di discutere con lui la sua tesi di laurea (“La strutturalità architettonica di un parco”) e successivamente anche quella di dottorato, entrando nel gruppo di lavoro del LaMup-Dapit.

Forte della padronanza delle nozioni tecniche, di calcolo e di controllo dei processi acquisite con gli studi scientifici, Maria Italia ha dalla sua parte non solo i titoli (PhD in Architecture and Urban Phenomenology vinto insieme ad una borsa di studio triennale) ma anche una sostanziosa esperienza maturata, sia in Basilicata che all’estero.

Della sua terra, per esempio, conosce perfettamente i 131 Comuni perché li ha “attraversati” uno ad uno, stilando tabelle di valutazioni secondo i 10 fenomeni compositivi di lettura della città-natura policentrica: insularità, paesisticità, naturalità, domesticità, topicità, rappresentatività, centralità, inizialità e coesistenzialità.

“Canali di esistenza – spiega Insetti – di una struttura multirecolare comune ad ogni realtà a cui riconnettere anche i “nodi” delle città e dei siti paesistici, ecologici, archeologici, antropologici. Studiando i singoli sistemi organizzativi (i canali) di beni, attività e prodotti di filiera siamo in grado di passare dalle analisi ai progetti di valorizzazione e utilizzazione sostenibile, sia economicamente che ecologicamente”.

Ma è andando fuori, in realtà estremamente diverse per cultura e modi di progettare che la giovane ingegnere edile riconvertita all’architettura si fa le “ossa” e si convince ulteriormente che il futuro della Basilicata “dipenda anche dalla ‘costruzione di mondo’ che questa regione saprà realizzare secondo propri programmi e progetti”.

In Germania per competizioni internazionali (a Bremen sarà a Giugno per un periodo di docenza avendo vinto una borsa di studio Erasmus Teaching Staff Mobility), a Belgrado e Friburgo per incontri di lavoro e, ancora, a Guangzhou nel Sud della Cina per collaborazioni internazionali tutt’ora in corso. Ed è proprio nella variegata realtà del Sol Levante che Maria Italia sperimenta quanto imparato nelle aule universitarie: la necessità di una città solo apparentemente insostenibile, ma che sente il bisogno di ri-generarsi secondo le “leggi” dell’architettura e della natura.

Lo stage semestrale avviato nell’ambito del Memorandum d’Intesa nel settore della qualità urbana tra il Dipartimento delle Costruzioni della Provincia del Guangdong e la Conferenza Nazionale dei Presidi della Facoltà di Architettura la vede in prima linea, sostenuta dai suoi riferimenti (Tadao Ando e i Sanaa) e al “cospetto” di opere firmate da esponenti dello Star System (Koolhaas e Holl, in primis, ma anche Zaha Hadid).

“In Oriente – conferma – il Governo ha grande stima degli studenti di architettura con i quali i docenti stabiliscono immediatamente forme di collaborazione concrete. Ma, a fronte di costruzioni dallo standard abitativo molto simile a quello americano (grattacieli, vecchie industrie dimesse stile newyorkese trasformate in abitazioni o villette con tanto di laghetto e vetrate come a Miami), si deve fare i conti con la mancanza di maestranze specializzate e la richiesta enorme di case”.

Con le competenze di un ingegnere e le spinte da “esteta”, da otto anni Maria Italia mette a disposizione del gruppo di lavoro del LaMup (Laboratorio Multimediale di Progettazione) – Dapit (Dipartimento di Architettura, Pianificazione e Infrastrutture di Trasporto) il suo know –how sviluppato nel panorama europeo e internazionale.

“In questo contesto – evidenzia – stiamo tentando di lavorare su progetti concreti, alcuni dei quali sono stati avviati e dovrebbero completarsi. Tra questi Landscape Way che ha l’obiettivo di ri-creare zone all’interno e all’esterno di Potenza (esempio di “città-corso”) che possano essere non solo funzionali ma anche rispondenti alla richiesta di “vivibilità” che spesso viene trascurata”.

Per lei come per l’intero staff diretto e coordinato dal professore Sichenze la “città- sostenibile” è infatti più che una visione; un progetto reale che si avvale della sinergia tra architettura e natura, in cui l’integrazione delle risorse concorrono alla soddisfazione della domanda di cambiamento proveniente dallo stesso centro cittadino. A volte conservando la propria identità, correggendo con gradualità sopra gli errori commessi. Altre, abbattendo per inserirvi dei prodromi di rinnovamento. Rispettando e osservando i limiti ma, nello stesso tempo, cercando di superarne i confini perché “ormai – sottolinea Maria Italia – le città ri-nascono in continuazione, in qualsiasi punto e non ha senso costruire o ristrutturare senza prima aver compreso quali siano le regole che consentano alla città stessa di auto-generarsi”.

In direzione di questo obiettivo, arduo ma non impossibile, Maria Italia continuerà a spendersi nella progettazione, ma anche nella didattica e, non ultima, nella ricerca scientifica.

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Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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