Massime autorità, minimo sforzo. La scarsa voglia di rappresentare i cittadini

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GIUSEPPE DIGILIO

La lampada che illuminerà l’anno della cultura di Matera è stata consegnata a Paolo Verri, DG della Fondazione Matera Basilicata 2019. Un passaggio di testimone tra Capitali Euopee. La città di Leeuwarden Capitale 2018 e Matera, Capitale europea della cultura del 2019.

Una Lampada artigianale che, però, è carica di significati. Operosità, Artigianalità, Cultura, Visione ecc. La città di Leeuwarden, è il capoluogo della provincia della Frisia, nel nord dei Paesi Bassi che, nell’anno da Capitale Europea, ha messo al centro della sua programmazione culturale la sua comunità: “The iepen mienskip – open community”. Più modesto come interesse rispetto a quello Materano: “Open Future”.

Lo scopo tra i due temi sembra però essere comune, collegare diversi tipi di comunità e di culture in tutta Europa, online che “nella vita reale”. 800 progetti realizzati che hanno cementato la città Leeuwarden 2018 con la comunità tutta. Comunità che ha partecipato attivamente al programma articolato intorno a tre temi: natura e cultura, città e campagna, coesistenza tra diverse culture. Cosa resterà di tutto ciò quando la festa sarà finita e il futuro delle due città sarà completamente nelle mani dei rispettivi cittadini culturali? Per quel che riguarda Matera, se la semina nel tempo della preparazione al grande evento 2019 è stata fatta in maniera coinvolgente, il protagonismo della città a livello planetario continuerà negli anni seguenti. Se il coinvolgimento della comunità è stato solo formale e non sostanziale, si ritornerà ad essere una delle più belle città del mondo, patrimonio Unesco, che vanterà la più alta concentrazione di attività alberghiere e di ristorazione.

Paolo Verri, illuminato Direttore Generale della Fondazione Basilicata Matera 209, tra i primi a credere che Matera avesse tutte le carte in regola per il titolo Europeo, nel corso del suo intervento ha sottolineato come anche il Dossier di Matera2019 abbia messo al centro le persone. “I cittadini – ha detto il direttore nel corso del suo saluto – hanno avuto un grande ruolo nel percorso di candidatura di Matera a Capitale europea della cultura. E quando abbiamo visto la gente esultare per la vittoria del titolo abbiamo caricato sulle nostre spalle una ulteriore responsabilità. Era il traguardo raggiunto da una città di piccole dimensioni, nel Sud dell’Italia e che arrivava da una storia di povertà molto difficile. Quei cittadini hanno compreso che con la cultura è possibile cambiare il destino di una comunità. In quegli sguardi abbiamo riconosciuto anche il grande sorriso che accompagna il logo di Leeuwarden 2018 e dei suoi cittadini. Il grande sorriso che caratterizza il brand della città olandese rappresenta una spinta in più per vivere meglio. Un buon stile di vita e una buona reputazione sono le cose più importanti oggi per dimostrare che stiamo costruendo un buon futuro per noi e per i nostri figli”.

Il tutto si è svolto alla presenza delle massime autorità della città di Plovdiv, entusiasti per come la città si è preparata all’anno da Capitale Europea, le autorità della città di Leeuwarden, anch’essi entusiasti per come la città abbia reagito all’improvvisa notorietà mondiale e ai risultati economici inaspettati.

Mancavano le massime autorità Lucane che, probabilmente, hanno preferito continuare nel gravoso impegno di dover dare alla Basilicata un futuro presidente che sarà anche il governatore della regione che ospita la Capitale Europea della Cultura 2019. Un impegno considerato più importante, evidentemente, rispetto a quello di  rappresentare i cittadini Lucani a Leeuwarden. Una presenza che, però, avrebbe tangibilmente significato quello che Paolo Verri ha dichiarato nel suo intervento.

“Da quando siamo stati nominati Capitale europea della cultura stiamo preparando un anno davvero speciale – dice Paolo Verri -. Noi vogliamo far diventare i nostri cittadini abitanti culturali e vogliamo che i turisti diventino cittadini temporanei. Le Capitali europee della cultura rappresentano anche una straordinaria occasione per riflettere sul ruolo delle piccole città in Europa, considerato che la stragrande maggioranza delle persone oggi vive nelle metropoli. Quello delle medie città come Matera e come Leeuwarden – continua il Direttore Generale – è un ruolo strategico per conservare la tradizione, ma anche per spingere verso l’innovazione, verso l’inclusione sociale e verso una nuova forma di cultura. Vogliamo ringraziare molto Leeuwarden per il sostegno che ci ha offerto durante il nostro percorso di candidatura”.

Io e il mio team abbiamo ora un grande sogno: lavorare insieme alle altre Capitali europee della cultura. E sono certo che con Leeuwarden continueremo a lavorare per raggiungere nuovi ed importanti traguardi”.

Sarà stata una frase casuale, probabilmente avrà voluto dire Io e l’intera comunità Materana e non solo lui e il suo Team, ma, detta così, ha offerto l’assist a chi, in città, lamenta lo scarso coinvolgimento e la chiusura del Team della Fondazione, accusato di essere ripiegato su se stesso e aperto solo a pochi cittadini più uguali degli altri.

 

linee guida del programma Leeuwarden:

  • https://www.holland.com/it/stampa/article/leeuwarden-capitale-europea-della-cultura-2018.htm
  • https://www.friesland.nl/en/european-capital-of-culture/programme
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Giuseppe Digilio

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