MATERA 2019: RACCONTARE E’ MEGLIO CHE COMUNICARE

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NINO CARELLA

 

E un ennesimo attacco a mezzo stampa giunge adesso dalle colonne del prestigioso quotidiano il Corriere della Sera: un corsivo di Vincenzo Trione descrive Matera come la tipica città del Sud che si lamenta, ma poi quando ha l’occasione di progredire, non la realizza.

Attacco che giunge sull’onda lunga delle polemiche estive nazionali, scatenate dal tweet dell’editore Laterza, che a sua volta dipinge Matera come la Capitale di b&b e pizzerie.

A entrambi gli acuti promotori di queste polemiche va il nostro applauso, per aver saputo abilmente pescare nel cestino delle polemiche che avevamo invero già prodotto, sviscerato, esaurito e accartocciato mesi e mesi addietro. Nulla di nuovo, insomma, almeno per noi, nei contenuti: il senso delle critiche è lo stesso che già da oltre due anni i più attenti commentatori cittadini avevano saputo elevare e tenere in attenzione, andando anche contro la corrente imperante di una narrazione tutta volta a tamponare a destra, e rassicurare a sinistra. E da allora, qualcosa, tanto, è già cambiato. Probabilmente Laterza e Trione non lo sanno, o non l’hanno colpevolmente registrato.

Ma Matera fa notizia. Ed è già questa una notizia, per una città che solo trent’anni fa era l’anonimo centro del profondo Sud nel quale lo sfigatissimo Pasquale Ametrano di Bianco, Rosso e Verdone si recava a votare dal suo esilio in Germania: per l’occasione, nemmeno un’inquadratura dei famosi Sassi, allora pressochè sconosciuti, almeno al grande pubblico.

Con questa cosa – Matera fa notizia! – bisogna pur cominciare a imparare a farci i conti; si capisce che quando la notizia è di quelle che viaggia da una puntata di Linea Verde sul nostro prezioso pane di semola rimacinata di grano duro, alle classifiche sul gradimento dei turisti di Tripadvisor, c’è poco da fare: si incassa lo spot gratuito e l’impulso ulteriore alla nostra immagine positiva, e si ringrazia. Quando invece c’è da recuperare un’attenzione negativa e un sentiment di delusione e rassegnazione al peggio, si scopre amaramente che i mezzi a nostra disposizione sono piuttosto spuntati e inefficaci per contrastarla. E si scopre, soprattutto, la dura legge della comunicazione: costruire un’immagine positiva costa tempo, soldi e fatica. A cadere nella melma, invece è un attimo: basta un incidente, un episodio, un errore, uno scivolone su un sentiero colpevolmente lasciato sdrucciolevole. Lo sanno bene ad esempio Mercedes, VolksWagen e Samsung: i loro scivoloni (le prime Classe A che si ribaltavano, i software sulle emissioni truccati, i telefonini con la batteria esplosiva) hanno fatto vacillare parecchio questi colossi dell’industria, potendo recuperare solo grazie all’enorme valore del loro blasone e della loro storica reputazione.

Ma in tutto questo si insinua il recente defenestramento dell’addetto stampa del Comune, per decisione del Sindaco, e dopo la clamorosa gaffe della notizia di una inesistente puntata di Voyager dedicata a Matera, frutto solo della goliardia di qualche buontempone, pubblicata sui canali ufficiali del Comune.

In verità bisogna pur dire che, al di là di questo banale incidente, la comunicazione del Comune di Matera è stata finora improntata alla celebrazione del nulla in stile MinCulPop, piuttosto che a fornire informazioni efficaci e, specie per quanto riguarda i canali social – che dovrebbero sempre essere utilizzati in maniera biunivoca – alla totale assenza di interattività.

Magari la giornalista Antonella Ciervo paga responsabilità non sue, ma ovviamente l’augurio è che si sfrutti l’occasione per mettere su uno staff adeguato, per capacità e competenze, ad affrontare le enormi sfide che Matera ha davanti a sé.

In questi mesi di governissimo si sono invece succeduti comunicati, conferenze stampa e incontri chiusi con stakeholders o presunti tali, ancora sempre per rassicurare a destra e tamponare a sinistra. C’è qualcuno ancora convinto che questo basti, nell’AD 2017 e con Matera così sotto i riflettori e – colpevolmente – sulla graticola?

Ritrovare l’energia e la spinta emotiva del percorso di candidatura.

È questo l’obiettivo primario da raggiungere, come da questi stessi pixel hanno ripetuto Paolo Verri e Salvatore Adduce, per ribaltare – ancora una volta – il racconto che si vuol fare di Matera. E riprendere nuovamente in mano il pallino di una comunicazione diretta, esaustiva, efficace, emotivamente coinvolgente.

È allora forse questa la critica più attuale che si può fare. E quindi, invece di rispondere alle critiche con le solite missive difensive, intrise di rancore e trasudanti irritazione, si dovrebbe piuttosto mostrare senza filtri il sorriso di una comunità che attende il 2019 con ritrovato entusiasmo, senza lacrime, cosciente di poter contare unicamente sulle proprie forze e sulla propria capacità di adattamento.

Come abbiamo peraltro sempre fatto: e solo da 10 mila anni a questa parte.

 

 

 

PER SAPERNE DI PIU’

http://www.corriere.it/opinioni/17_settembre_01/matera-capitale-cultura-un-occasione-non-sprecare-4115ad3e-8e73-11e7-ae8d-f3af6c904a41.shtml

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Sull' Autore

Ho impostato il navigatore in direzione aziendale ma, blaterando di democrazia e di sviluppo, ho svoltato a sinistra finendo dritto addosso a un blog: ed erano già passati quarant'anni.

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