IL MECCANISMO DEL CONSENSO NEL M5S

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hamilton santiádi HAMILTON SANTIÁ

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Oggi Nando Pagnoncelli sul Corriere della Sera attesta il Movimento 5 Stelle come primo partito italiano (30,9% contro il 30,1% per il Pd: https://goo.gl/ttbnie). Tutto ampiamente previsto. L’incompetenza amministrativa che si sta dimostrando un po’ ovunque in giro per l’Italia e i recenti avvenimenti europei non hanno scalfito il consenso, anzi. Così come non hanno influito le recenti esternazioni sul caso migranti (perdo voti “a sinistra” ma li guadagno “a destra”). Questo risultato arriva da lontano, ed è frutto di un lavoro meticoloso e molto profondo. Un lavoro che interessa la cultura del paese, lo spirito di un popolo e la creazione di un bisogno indotto. Il Movimento 5 Stelle non è solo un partito politico che, come tutte le formazioni politiche contemporanee, insegue il consenso istantaneo e permanente, ma è soprattutto un progetto culturale in grado di agire sulle strutture profonde dell’elettorato. La X su un simbolo elettorale è solo l’ultimo passaggio di un cammino che inizia con la creazione del ‘frame’ – la cornice cognitiva che ti permette di dettare l’agenda e le regole del gioco, facendoti inseguire da tutti sia sul vocabolario, sia sui temi – e continua con la creazione dell’’egemonia’. In questo momento, in Italia, l’egemonia culturale (la direzione morale e intellettuale del paese) è del Movimento 5 Stelle e non saranno i recenti avvenimenti politici a cambiare la situazione.

Qualche mese fa scrivevo di come il successo di Beppe Grillo si fondasse sulla creazione di un ‘sistema perfetto’ di comunicazione basato sullo scaricabarile e la colpa che è sempre di qualcun altro (qui: https://goo.gl/nfYRup). A questo, aggiungo anche il successo nell’avere delegittimato la politica e chi la fa. Aver demansionato il parlamentare a ‘portavoce’ non è solo un sottile esercizio dialettico, ma è un rovesciamento cognitivo. Il parlamentare non è responsabile, non è un livello intermedio tra la testa del partito e la base, non è un filtro. È uno come tutti gli altri (uno vale uno, sì) che si trova per caso a schiacciare dei tasti in un’aula, e quindi non ha potere se non quello di rispondere alla votocrazia della maggioranza. Ecco perché nonostante ci siano sempre più abbandoni nel Movimento (ultimi gli eurodeputati Affronte e Zanni), non ci saranno conseguenze. Il consenso non è dei deputati, ma è del Movimento. Chi abbandona, tradisce. Non tradisce un partito, tradisce una causa.

Un sistema davvero perfetto. Un lavoro coi fiocchi che arriva da lontano e agisce sulle strutture profonde, inconsce ed emotive di chi ha bisogno di sentirsi dire le cose che vuole sentirsi dire (in sintesi: «Non è colpa tua, ma del sistema») e rivendicare, ogni volta che qualcosa non va come previsto, di essere vittime di qualsivoglia complotto (in sintesi: «Non ci fanno lavorare perché hanno paura di noi»).

Forse è ora di affrontare la questione in modo diverso. Prima di tutto piantandola di dare la colpa agli elettori che non hanno capito e smettendo di vivere sulla luna convinti che le risposte elettorali siano risposte razionali; poi, cercando di capire come costruire una proposta politica che non tenga conto del consenso istantaneo o insegua le retoriche e le egemonie di altri (giocare secondo le regole dell’avversario è sempre un gioco a perdere); infine, prendendosi la responsabilità e il coraggio di affrontare in modo serio e rigoroso problemi complessi, comunicandoli in un modo non sciatto ma accattivante ed emotivamente coinvolgente. Chi ha il messaggio più forte, vince. Tutto il resto è filosofia politica: una cosa molto bella e stimolante, che ci coinvolge distraendoci mentre il mondo va da un’altra parte.

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Sull' Autore

Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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