DI ROCCO ROSA
Il dibattito di carta apertosi sulla matera- ferrandina sta facendo emergere con chiarezza la inadeguatezza di gran parte della classe politica, quella vecchia e quella nuova. Tutta la discussione ha preso voce da una osservazione del premier Renzi secondo non si può pensare che Matera rimanga scollegata dalle ferrovie nazionali. Ed è partito la corsa a dire chi ha fatto di più per un risultato che ancora è tutto da costruire: la Liuzzi a dire che è stata prima lei a portarla in commissione, la Antezza a dire che anche lei ne fa parte, non parliamo di Latronico che un giorno si ed uno pure percorre, per iscritto, la inesistente strada ferrata,fino al Sindaco di Matera che caccia una lettera come se fosse il terzo segreto di Fatima per dire che anche lui aveva sollecitato il premier all’indomani della visita materana. Due considerazioni soltanto per chiosare questa anteprima di vendita politica della pelle dell’orso: la prima è che parlano della Matera Ferrandina e di qualcosa come 350 milioni, senza sapere e senza far sapere a che serve : a portare 50 passeggeri a Ferrandina e poi a Roma? Dubito, perché l’alta velocità i materani la trovano a Bari che è a due passi e semmai andrebbe potenziata, come è giusto, la linea delle Fal Matera Bari A collegare Matera con l’interno? Basterebbe uno sforzo di ammodernamento della omonima superstrada e il risultato si otterebbe lo stesso. A portare le merci del metapontino? No perché gli imprenditori trovano più conveniente utilizzare Taranto e quel tratto ormai secondario di ferrovia che da Taranto porta a Roma, via Potenza. Insomma non posso pensare che un Governo queste domande non se li faccia, prima di mettere mano al portafoglio. Oddio se li sarebbe dovuta fare anche gran parte della cosidetta classe dirigente regionale che pur di spremere qualche residuo risultato politico non si fa la domanda vera sul perché si dovrebbe portare a termine un’opera che quarant’anni fa aveva un senso e che oggi è…insensata . Per piacere , se volete parlare della Matera-Ferrandina, dite da oggi a che serve quella ferrovia. Così vi intesterete il merito di averla caldeggiata e il demerito di un altro grande monumento all’inutilità ed allo spreco, come la diga di marsiconuovo, il pantano di Pignola che non dà acqua all’ industria ed è da trent’anni sotto collaudo, il collegamento tra Tiera ed Avigliano franato per l’intero percorso, l’area industriale di Baragiano e di Felandina, la strada sulla Camastra partita 50 anni fa e mai conclusa. Per una certa classe politica l’importante è non come spendere i soldi, ma spenderli e basta. E se il nuovo della politica parla da vecchio, che speranze dii sviluppo possiamo coltivare? (foto Watermark)