Circa tre anni fa cercavo una caffettiera, la classica moka, nei supermercati e nei negozi di casalinghi la scelta era molto vasta, quello che mi colpì era la differenza di prezzo fra una marca in particolare, la famosa “Bialetti” il cui logo ha l’inconfondibile omino coi baffi, e le altre, tutte di marca italiana. Incuriosito mi sono messo a leggere le etichette ed ho capito subito la differenza di prezzo, tutte le marche, eccetto la Bialetti si riferivano a prodotto di importazione, nella maggior parte dei casi “made in China”. Tanto per capirci il prezzo della Bialetti, a seconda del negozio, variava da 12.00 a 14.00 euro per una moka da 2 tazze, le altre marche avevano un prezzo da 4 a 6 euro massimo. Decisi di acquistare la Bialetti prodotta in Italia.
Oggi sono capitato in un negozio di casalinghi ed ho rivisto sugli scaffali la “mia” macchinetta per il caffè, ho voluto verificare se essa era ancora prodotta in Italia. Sono rimasto deluso, anche la Bialetti ha seguito i propri concorrenti ed oggi l’etichetta specifica che trattasi di “made in Romania”, il prezzo però è rimasto italiano……
Ho verificato altri prodotti, anche nel più noto supermercato cittadino, ed ho avuto modo di constare che la totalità del pentolame è proveniente dall’estero, nella stragrande maggioranza dei casi dalla Cina. Si tratta di notissime marche italiane.
Tutte le confezioni riportavano nei dati di etichetta la dicitura della “conformità europea” ma tale dicitura può essere taroccata con la simbologia simile dove le due lettere stilizzate la “c” e la “e” stanno a significare “China Export”. I due simboli sono simili, quasi uguali, l’unica differenza, non riscontrabile ad occhio nudo, anche perché le scritte sulle etichette sono minuscole, è la distanza fra le due lettere. Un’autentica truffa che deve essere smascherata con leggi più rigorose.
Da qualche tempo si stanno intensificando i controlli e le forze dell’ordine, anche sollecitate da note trasmissioni televisive a difesa dei cittadini,hanno cominciato a sequestrare milioni di pezzi di merce contraffatta ed in molti casi pericolosa per la salute.
In Italia il commercio di cineserie ha preso il sopravvento sulla grande e piccola distribuzione italiana, si sono persi migliaia di posti di lavoro, le ditte di import export ed il dettaglio sono gestiti da personale cinese. In molti casi si è in presenza di gravi irregolarità per quanto concerne il rispetto delle leggi in materia di previdenza e sicurezza sul lavoro, in qualche caso opera un vero e proprio racket che taglieggia i propri connazionali.
Credo che è giunto il momento per intervenire sia legislativamente con più pressanti controlli, non si può consegnare l’economia italiana a persone che fanno strage di legalità, ovviamente non bisogna generalizzare in quanto ci sono attività commerciali gestite da stranieri che operano nel totale rispetto della legislazione nazionale ed europea, per il momento sono una percentuale non significativa ma nel mare magnum della globalizzazione si spera che le imprese straniere “legali” aumentino.
