MONTEREALE, COME UNA CITTA’ SFIORISCE

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by DOMENICO FRIOLO

Domenico FrioloEccomi a ripensare al Parco di Montereale… Una collinetta, un poggio che affianca la dorsale dove Potenza si sdraia..Ripenso alle foto che, in tempi lontani, mi mostrò l’Ingegnere Giuseppe Cancellieri, di un suo caro congiunto impegnato nel costruire il Ponte di Montereale. Foto in cui si vedevano gli operai impegnarsi nel lavoro ed i loro capi impartire, con occhio vigile e attento, ordini precisi, seguire il lavoro per farne un capolavoro. Infatti il Ponte, una volta finito, si stagliava nitido, con le forme leggere, dinamico tra i due opposti declivi. Bello e libero visto da sotto, panoramico sul Monte Li Foi e i poggi potentini e dal lato opposto si poteva osservare il panorama cittadino posto a sbalzi sul pendio, su file di alti palazzi fino alla valle del fiume Basento. Poi, di fronte, i rilievi dell’Appennino Lucano che hanno il culmine nel Pierfaone sull’Arioso a 1744 metri sul mare. Percorrendo il Ponte, procedendo verso Montereale, calava il silenzio tra la gente, in rispetto dei pazienti della clinica Gavioli; appena superata la clinica, la corrente d’aria che attraversa la valletta su cui si erge il Ponte, avvolgeva i passanti: piacevole e fresca d’estate, gelida, pungente, in invmontereale citta sfiorisceerno. Percorso il Ponte, si entrava nel Parco di Montereale, e la migliore stagione per addentrarsi in questa meraviglia è la primavera. Una folta pineta avvolgeva i pendii del poggio di Montereale. Sulla sommità, piana, sulla quale in precedenza c’era un campo sportivo, furono realizzate, aiuole giardini, strade. Una grande attenzione ai particolari, alla cura, fondeva in quel parco bellezza, profumi e colori. In un susseguirsi di bellissimi fiori, erba rasa a tappeto, fontana col fruscio dei tanti zampilli e un laghetto fatto di mattoncini quadrati, da mosaico, cotti di colore azzurri e splendenti. Il tutto con panchine massicce e comode, dico comode perche davano quel senso anatomico, piacevole. I potentini veraci, erano molto affezionati al loro parco, e ne vorrei descrivere il rapporto intimo che i cittadini avevano col Parco di Montereale, l’amore per questa meraviglia nel cuore della città. Ma preferisco che i potentini continuino a ricordarlo per come ognuno di loro ha vissuto il rapporto con questo parco, da quelli che marinavano la scuola, a quelli che l’avevano eletto parco dei loro amori, a quelli che ne volevano percepire i profumi dei fiori, a quelli, che cercavano un’ora di serenità, gustando una bibita o un gelato, agli amanti del ballo e dellai musica e sopratutto ai tanti bambini  che in quel parco avevano trovato la loro oasi di piacemontereale citta sfioriscere ludico.

Bravi i giardinieri, bello montereale citta sfioriscearmonioso, colorato di fiori il prato verde, disegnato da stradine e siepi, arioso panoramico, a sera la pista da ballo, faceva pienoni, la musica dava brio. Ed in città le automobili, erano poche, quindi il ponte libero, immetteva nel paradiso offrendoci libertà, leggerezza, simile ad un volo da un colle ad il altro. Già, senza auto…ora tutti hanno un’ auto, che invadono il parco ridotto male. Dove costruirono una piscina senza adeguato parcheggio, che ha fatto sempre a cazzotti con il parco.

A giudicare da quello che vedo oggi, a costruire il bello ci vuole molto, a sfasciar e ci vuole poco.

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