AMIANTO, 3000 MORTI ALL’ANNO… E SI VENDE ANCORA

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MARIA CRISTI SANSONE morti amianto

MARIA CRISTI SANSONE

Amianto significa incorruttibile e il sinonimo asbesto indistruttibile. Amianto o asbesto è il nome commerciale attribuito ad alcuni minerali del gruppo degli anfiboli (crocidolite, amosite, antofillite, actinolite e tremolite) e del serpentino (crisotilo), essi nel secolo scorso sono stati largamente utilizzati a scala industriale per vari manufatti e applicazioni. Le rocce in cui si rinvengono tali minerali sono le ofioliti, presenti anche nella nostra regione al confine calabro-lucano (per approfondimenti vedasi l’articolo “Dagli abissi, sul Pollino”, MC Sansone, Talenti lucani, 07/06/2016;https://www.talentilucani.it/dagli-abissi-sul-pollino/).

Basta citare Eternit o Das per rimandare a oggetti diffusi o modellati da mani sapienti ma ignare di essere a contatto con un killer, killer a lungo termine perché gli effetti dell’esposizione alle fibre di amianto sono visibili anche dopo 40 anni. Questo è il tempo dopo il quale insorge una patologia nefasta nota come mesotelioma e l’unica causa nota per l’insorgenza della malattia è l’esposizione alle fibre di amianto. Oltre al mesotelioma, l’amianto può causare vari tumori a carico di polmone, laringe, ovaio, peritoneo, pericardio, tunica vaginale, testicolo, colon-retto,stomaco e faringe. Ogni anno in Italia l’amianto, il killer inesorabile, ma silenzioso provoca circa 3.000 vittime di cui 1.200 affette da mesotelioma.

Nel 1992 con la promulgazione della legge N. 257 “Norme relative alla cessazione dell’impiego dell’amianto” in Italia l’amianto non è stato più prodotto e commercializzato, ma ben 32 milioni di tonnellate sono tuttora presenti in tutto il Paese.

L’amianto tra i cancerogeni ambientali è il più pericoloso e maggiormente diffuso, spesso ignoriamo che tutti possiamo essere stati esposti ad esso; perché ampiamente utilizzato in edilizia soprattutto nel periodo compreso tra il 1965 e il 1983. Si può nascondere ovunque: dalle tubature, alle rotaie ai rivestimenti di tetti e garage, nei freni, nelle frizioni, nei teatri (sipari, scenari simulati la neve, per protezione in scene con fuoco, per riprodurre la polvere sulle ragnatele, su vecchi barili), sabbia artificiale per giochi dei bambini o trattamento del riso nel mercato giapponese.

Esso viene utilizzato nel 1932 per coibentare di transatlantico Queen Mary. Tale avvenimento fu talmente pubblicizzato da indurre una smisurata familiarità con l’amianto tale da favorirne una cospicua diffusione in scuole, ospedali, palestre, cinema oltre che in tutti i settori industriali. Inoltre, in Italia a partire dalla seconda metà degli anni ’50, le carrozze ferroviarie furono coibentate con amianto, fino ad allora si utilizzava il sughero come isolante.

Le morti provocate dall’amianto non fanno notizia sebbene la cronaca ci informa di sentenze che hanno come oggetto delle condanne per la presenza di amianto negli stabilimenti.

Da pochi giorni la Corte Costituzionale ha deciso che il processo Eternit del tribunale di Torino a Stephan Schmidheiny, accusato di omicidio volontario per la morte da amianto di 258 persone, può andare avanti; sebbene lo staff dell’imprenditore svizzero Stephan Schmidheiny afferma in merito al processo “Eternit bis” che il procedimento dovrà proseguire solo per 72 dei 258 casi di morte contestati dalla procura di Torino.

Inoltre, il 18 luglio è arrivata la sentenza al processo di primo grado per le morti e le malattie causate da esposizione all’amianto negli stabilimenti della Olivetti;i reati contestati riguardano omicidio colposo e lesioni colpose plurime. Sono stati condannati a 5 anni e 2 mesi per l’amianto alla Olivetti di Ivrea Carlo De Benedetti e il fratello Franco Debenedetti mentre Corrado Passera è stato condannato a un anno e 11 mesi di carcere.

Il Piemonte è la regione che detiene il non invidiabile primato di nuove diagnosi (circa 200 l’anno) di patologia legate all’esposizione ad amianto, perché a Casale Monferrato aveva sede uno stabilimento Eternit, la più importante fabbrica di manufatti in cemento-amianto che abbia mai operato sul territorio nazionale. Il “processo Eternit” è tuttora incorso con oltre 6.000 parti civili coinvolte.

Siamo tutti esposti o lo siamo stati al rischio amianto, ma certamente gli ex lavoratori degli stabilimenti di produzione o trattamento amianto rappresentano la fascia più vulnerabile ed esposte all’insorgenza di patologie amianto correlate. Altro insospettabile, ma incriminato di contenere amianto è il DAS, il panetto di colore grigio chiaro, malleabile. La pasta per modellare prodotta dalla Adica Pongo di Lastra a Signa (Firenze) dal 1963 al 1975 conteneva amianto,il Das entra a far parte della famiglia FILA nel 1994, con l’acquisizione di Adica Pongo e dei suoi marchi famosi Das, Pongo e Didò.

La ricostruzione storica della produzione della pasta modellabile, ha permesso di stabilire che circa 55 milioni di confezioni di “Das” contenenti amianto sono stati prodotti e venduti sia sul mercato interno che internazionale in 13 anni, con un numero di utenti nell’ordine dei milioni. Il “Das” veniva esportato in Olanda, Inghilterra, Norvegia e Germania. L’amianto fu sostituito dal 1976 con la cellulosa. La ricerca pubblicata sulla rivista ‘Scandinavian Journal of Work Environment and Health’, ad opera di ricercatori italiani dell’Istituto per lo studio e la prevenzione oncologica (Ispo), dell’Asl e dell’Università di Firenze, è stata possibile grazie al contributo fornito da alcuni ex dipendenti di Adica Pongo. Inoltre, i ricercatori sono riusciti a reperire anche le fatture dell’acquisto dell’amianto, oggi depositate nell’Archivio di Stato di Torino insieme alla documentazione del produttore, l’Amiantifera di Balangero. Da un punto di vista sanitario “scatta un ‘rischio di esposizione'” alle fibre di amianto contenute nel ‘Das’ prodotto tra il 1963 e il 1975. Questo è solo una delle miriadi di applicazioni che l’amianto a scala industriale ha avuto nel nostro paese.

Nel mondo l’estrazione e la lavorazione dell’amianto sono in crescita ancora oggi, soprattutto grazie all’offerta di alcuni paesi ed alla domanda dei paesi in forte sviluppo; negli ultimi anni risulta maggiore di 2 milioni di tonnellate. Il primo produttore è la Russia, seguono Cina, Kazakhstan, Brasile, Canada, Zimbabwe e Colombia. L’amianto è bandito in ben 52 paesi, cioè meno di un terzo di tutti quelli membri dell’OMS (Organizzazione mondiale della sanità). Un numero maggiore di paesi aderenti all’OMS ancora impiega, importa ed esporta amianto e prodotti che lo contengono. La maggioranza della popolazione mondiale, nei paesi asiatici, dell’Europa orientale, dell’America Latina e dell’Africa, vive in paesi dove ancora si continua ad usare amianto con scarse misure di protezione. La Cina è il paese maggiore consumatore di amianto, seguito da Russia, India, Kazakhstan, Brasile, Indonesia, Tailandia, Vietnam, and Ucraina.

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Sull' Autore

Maria Cristi Sansone

Dottore di ricerca in Scienze della Terra e Geologo, esperto in Petrologia, Mineralogia, Geologia microstrutturale, Geologia ambientale e Petrografia applicata. L’attività di ricerca ha riguardato lo studio e la caratterizzazione delle rocce ofiolitiche sia basiche che ultrabasiche affioranti al confine calabro-lucano; dei suoli sviluppati dalle rocce ofiolitiche e delle rocce carbonatitiche del Vulture. Ha collaborato con il CNR-IMAA, Università degli Studi della Basilicata e Regione Basilicata per il Progetto Rete Natura 2000 per i siti Foresta Gallipoli-Cognato, Bosco di Montepiano e Dolomiti di Pietrapertosa. Esperto in problematiche e tematiche ambientali. Autore di pubblicazioni scientifiche in riviste internazionali e nazionali. Libri, teatro, cinema, cucina e arte creativa le passioni frequentate e appagate.

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