QUELLI CHE NEI POZZI VORREBBERO METTERCI RENZI

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by Rocco Rosa

Non so le ragioni per cui il Gip dell’inchiesta Tempa rossa si sia mantenute le carte della Procura sette mesi, quando questa richiedevano misure cautelari immediate. Prudenza forse dettata dalla necessità di fare un passo così importante avendo la certezza di non sbagliare. I tempi dell’allegra brigata in cui si agiva prima dei pensare sono definitivamente tramontati e oggi si cerca di andare a colpo sicuro, come dimostra la robustezza dell’impianto accusatorio. Constato però che la decisione del Gip di accendere la miccia a ridosso di un referendum ha incendiato l’Italia, dando alla giornata referendaria il valore di una resa dei conti generali sul piano politico. Dico subito che la cosa non poteva essere voluta perché la data l’hanno fissata solo un paio di mesi fa  e anzi i governatori promotori del referendum si erano lamentati di una scadenza così ravvicinata, preferendo l’accostamento con le amministrative. Ma poi Mr Bean, Alfano, si è impuntato e ne ha combinata un’altra delle sue. Detto questo è veramente allucinante la strumentalizzazione che da tutte le parti e da tutti i luoghi si sta facendo su questa cazzatella di referendum, facendola passare come il giorno X del no al petrolio, senza se e senza ma. Le stesse Regioni promotrici del Referendum alla presentazione dei loro quesiti  si erano dette certe che il referendum  non era necessario se il Governo avesse nel frattempo disinnescato i motivi contenuti nei quesiti,  e cioè se gli impianti già in funzione dovessero cessare la loro attività cosa che Renzi ha fatto per cinque su sei, lasciando quella sullo sfruttamento dei giacimenti già aperti entro le dodici miglia alla fine della durata della concessione o alla totale estrazione della risorsa. Un referendum di quarta serie, di quelli che non cambiano il mondo insomma e che una qualsiasi legge potrebbe risolvere senza colpo ferire. Invece la concomitanza con lo scoppio dello scandalo ha fatto accendere di colpo tutti i pozzi: quelli che del petrolio hanno le scatole piene, quelli che col petrolio ci convivono bene e non vogliono mollare, quelli che nei pozzi vorrebbero nascondere tutti i fanghi del passato e quelli che nei pozzi vorrebbero metterci Renzi . Si distingue in questa ribalta accesa da Lacorazza, il primo attore Emiliano, uno che la politica la conosce e che l’aria la sa fiutare. E questo suo dono gli ha permesso di capire che il vento proveniente dal mare era favorevole alla sua ascesa politica, fino a potersi accreditare come l’Anti Renzi per antonomasia, il solo che, per peso specifico personale, poteva sbaragliare gli aspiranti al titolo. Questo è il vero quesito referendario, tutto il resto è noia, è deja vu . E mi fanno ridere quelli che si accodano alla vulgata secondo cui  qui si gioca il futuro del Paese, Forse dovevano scriverlo con la p minuscolo: Corleto .

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Sull' Autore

Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

1 commento

  1. Gentile corregionale, noi cittadini lucani siamo orgogliosi del suo incarico di Ministro della salute così come sappiamo chi sono i responsabili politici contro cui far valere la class action per i danni subiti alla immagine del nostro territorio, dei nostri parchi, dei prodotti ortofrutticoli e lattiero caseari che provengono dalla Val d’Agri e che si fregiano addirittura dei marchi I.G.P. e D.O.C. ,a causa delle trivelle petrolifere
    Quello che più preoccupa noi cittadini lucani è il pericolo alla salute umana e all’ambiente rappresentato dall’idrogeno solforato, i suoi affini e altri composti cancerogeni organici e minerali, derivanti dalle estrazioni petrolifere e che sono un veleno anche per le piante, l’acqua e gli altri animali
    Gentile Ministro nella elaborazione, altamente scientifica, delle analisi SWOT del PSR Basilicata 2014-2020 nessuna menzione, forse per non offuscare la rappresentazione dell’eden lucano, è stata fatta dell’oro nero il cui sfruttamento è sicuramente una opportunità per il governo centrale e i suoi referenti locali ma un sicuro pericolo per tutti gli altri oli ( oro giallo : l’olio ; oro rosso : il vino; oro blu: l’acqua)
    Evidentemente tale imbarazzante presenza, rappresenta un punto di forza e di opportunità per il governo trivellatore e i suoi referenti lucani ma una minaccia per la Buona pratica agricola e una debolezza per il turismo enogastronomico, oltre che un pericolo per le coltivazioni agricole , gli alimenti e gli allevamenti;

    Gentile corregionali dove è finita la sinistra che sostenne e rappresentò, il popolo lucano che, dal 13 al 27 novembre del 2003, per quindici giorni molto intensi, protestò contro la decisione del Governo Berlusconi di localizzare nella cittadina di Scanzano Jonico, il «cimitero» delle scorie nucleari e radioattive sparse per il Paese ,tanto da costringere il governo del, ma pur sempre legittimo, Berlusconi a ritirare il provvedimento
    Pertanto al di la delle analisi macroeconomiche e delle scelte politiche, noi lucani rivendichiamo il diritto universale e costituzionalmente protetto alla auto determinazione e al libero sfruttamento delle risorse pubbliche e del patrimonio indisponibile dello stato

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