Nicola Laragione

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Nicola Laragione: voce da serie A
Scritto da Lucia Lapenta

Non fa parte di quella generazione che ha visto in tv “Holly e Bengi”(il cartoon degli anni ’90 basato sulle emozionanti sfide tra un attaccante e un portiere) né di quella che, negli stadi, canta a squarciagola l’inno della squadra del cuore.

Eppure Nicola Laragione, nato a Bari nel 1982 e per diciotto anni vissuto a Montalbano Jonico, il paese d’origine del padre, ha più di qualcosa in comune con il gioco del calcio.

Tra i 13 e i 16 anni, prima di conseguire la maturità scientifica all’Istituto “Enrico Fermi” di Policoro e andare a frequentare l’Università a Roma ha persino giocato in prima categoria come portiere nella squadra locale: “ero portato – racconta – a fare il numero uno, ma mi interessava scendere in campo esclusivamente per divertirmi e stare in compagnia degli amici. Velleità di professionismo da serie A non ne ho mai avute”.

Malgrado ciò, nel massimo campionato italiano lui ci è arrivato lo stesso diventando, nel 2010, addetto stampa e “voce” ufficiale della S.S Lazio, la prima società di calcio italiana ad avere una frequenza radio che trasmette anche in streaming (www.sslazio.it).

Un impegno da sette giorni su sette, domenica – ovviamente – compresa agguantato grazie alla Universal Production, la società di produzione cine-televisiva romana con la quale Laragione ha collaborato alla realizzazione alcuni programmi tra il 2009 e il 2010 (“Temporale” andato in onda su Rai2, “Pioggia sporca” e “Città amara” su Rai1).

Nella veste di addetto alla comunicazione e dell’immagine della società, invece, è nell’area riservata alla stampa quando segue la squadra in casa, all’Olimpico e nelle trasferte, nei vari campi sparsi lungo tutto lo Stivale oltre che in quelli internazionali. E, poi, una volta fuori dagli stadi invia i comunicati stampa, cura i contatti con i media, coordina gli articoli per la rivista mensile (Lazio Style 1900 Official Magazine) e, non ultimo, anima il programma radiofonico ogni venerdì sera a partire dalle 19.00. Attività che ben si collimano, sia con il suo passato di ex giocatore amatoriale che con il suo presente di professionista della comunicazione a cui, innanzitutto, piace parlare quando si hanno delle storie, sia belle che brutte da poter raccontare.

E, lui che ha iniziato ad appassionarsi alla narrativa e alla scrittura da quando aveva otto anni, ne ha molte, conservate nel suo personale “cassetto” della memoria.

“Mi ha sempre affascinato – afferma Nicola che recentemente ha anche pubblicato il suo primo romanzo, “Fan69” (Ded’A Edizioni) che, sebbene il titolo, non ha nulla a che fare con il calcio – il “potere” della parola che è più forte di qualsiasi gesto ed è in grado di arrivare lì dove non riesce la vista. Inoltre sono convinto che ad ogni persona, anche quella più umile e lontana dalle proprie radici socio- culturali, si debba poter dare voce in capitolo. Ed è quello che tento di realizzare con il mio mestiere di giornalista”.

Infatti, nel programma radiofonico dedicato alla squadra più antica della Capitale, Nicola non si limita a fare cronaca delle partite, a informare sulle condizioni atletiche dei giocatori o ad annunciare gli ultimi “colpi” di mercato. Da persona abituata a stabilire rapporti sinceri e a padroneggiare il microfono, le sue interviste puntano a dare un quadretto colorito della personalità di chi si pensa possa soltanto tirare quattro calci al pallone e godersi la bella vita.

Così si scopre l’altra faccia del calcio, quella più autentica e vicina alla dimensione quotidiana:

“L’allenatore, Edoardo Reja – conferma Laragione – oltre ad essere un coach scrupoloso è anche un esperto intenditore di vino, mentre il difensore Guglielmo Stendardo laureato in Giurisprudenza è un tipo che alle letture giuridiche affianca anche quelle filosofiche. O, ancora, l’attaccante Sergio Floccari si impegna, sia dentro che fuori il rettangolo di gioco, organizzando d’estate i campi di calcio per i più piccoli”.

Ma è pensando alle esperienze fatte prima di laurearsi nella facoltà di Lingue e Letterature Moderne presso l’Università Roma 2 “Tor Vergata” con una tesi sul ruolo della stampa per gli italiani nel mondo che Nicola avverte di essere riuscito a diventare un buon comunicatore.

“Nel 2004 – continua – ho conseguito anche l’attestato di approfondimento per la lingua tedesca presso l’Università di Wuppertal. Qui ho avuto modo di entrare in contatto con la redazione di Il Corriere d’Italia, il rotocalco settimanale in lingua italiana fondato nel 1951 da Aldo Casadei e oggi diretto da Mauro Montanari”.

Con i suoi 60 anni di storia, l’organo di stampa più diffuso e segnalato come miglior giornale all’estero è stato, per Nicola, una fonte straordinaria di notizie, oltre che un’occasione per conoscere la grande comunità italo- lucana in Germania.

“Sono – conclude il giornalista – persone semplici ma operose che, attraverso i loro racconti di emigranti in terra straniera mi hanno fatto comprendere il valore del dibattito interculturale e dell’amore per le proprie origini. Sentimenti che mi appartengono e che vorrei poter, un giorno, continuare a coltivare nella mia terra, la Basilicata”.

In un’epoca in cui la memoria viene svenduta, l’esperienza di Nicola è significativa di come un’intera generazione di giovani stia crescendo con la percezione che raccontare il passato serva a capire il presente. E, soprattutto, a costruire il proprio futuro.

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Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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