NOI SIAMO QUELLI CHE INSEGUONO UN SOGNO

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Sto percorrendo per l’ennesima volta la Basentana in direzione Potenza, il caso ha voluto che il 25 ed il 26 avessi un impegno di lavoro importante, che mi ha costretto ad un supplemento di viaggio per poter essere vicino al mio candidato la sera della chiusura della campagna elettorale. Ma oggi è domenica, oggi si vota.

Passo il resto della giornata in una atmosfera da acquario. Si susseguono le ipotesi e le supposizioni, ma la verità è che nessuno sa come andrà a finire. Tutta la notte e la mattinata passano con lo spoglio per le elezioni europee. Alle 14 si inizia lo spoglio per le amministrative. Alla prima proiezione un urlo: i risultati sono superiori alle aspettative, la strada è lunghissima ma gli auspici sembrano buoni. Alle 18 circa salgo al comitato, è in un posto molto centrale di Potenza. Sento il bisogno di stringermi agli altri. per fortuna la sera è fresca ma non piovosa, possiamo dilagare nella piazza e ingannare il tempo con caffè, pizza abbracci e altri generi di conforto. Mi siedo al pc e smanetto saltando dal sito del Viminale a quelli di improbabili proiezioni fatte in casa, che però ci confortano alquanto: non ci sembra che il candidato avversario riuscirà a sfondare la soglia del 50%. Un solo brivido intorno alle 20:00, la percentuale sale al 48 e qualcosa per cento e ci incupiamo tutti, mentre continuano le interviste alle TV regionali e locali di Valerio Tramutoli. Il sito del Viminale aggiorna i dati con una esasperante lentezza. A tardissima sera, intorno all’una, abbiamo la certezza matematica che andremo al ballottaggio, e partono i cori e i festeggiamenti, guardati strani dai passanti che magari non sanno perchè. Vino e taralli. Abbracci e qualche lacrimuccia, il risultato non era affatto scontato e ci da la misura della nostra forza, anche rispetto alle liste di centrosinistra e del M5S, che l’esplosivo risultato delle Europee ci aveva fatto temere.

La mattina dopo riesco a leggere i risultati di dettaglio. Ho preso 180 voti. Mi sembrano tantissimi, se si considera che sono partita in ritardo, senza nessuna esperienza e senza possibilità di andare “casa per casa” come hanno fatto tanti. Non so più chi ringraziare, per non sbagliare ringrazio chiunque e solo tr giorni dopo, al termine di un complicato conteggio delle percentuali, realizzo che se dovessimo vincere al ballottaggio potrei entrare in Consiglio Comunale. E un po’ mi emoziono.

Mancano 9 giorni al ballottaggio. Dal centro sinistra prima uno, poi due, poi dieci dirigenti dichiarano il loro appoggio, un effetto valanga che parte sempre da una prima, da me apprezzatissima, palla di neve. Il clima si è drasticamente incupito e avvelenato. E’ iniziato il gioco della “merda nel ventilatore” come diceva un mio amico tempo fa, ovvero la gara a chi sparge le migliori (!) maldicenze sull’avversario. Soprattutto sui social network è una fatica estenuante non farsi coinvolgere dalle pale del ventilatore, e restare lontana dagli schizzi (di merda).

Però il sogno, quel sogno lì, diventa sempre più concreto, e palpitante. Ci ritroviamo a pensare a cosa si potrebbe fare nei primi 100 giorni, le cose importanti, quelle urgenti. E ci scordiamo del ventilatore e anche di tutto il resto. Noi siamo quelli che inseguono un sogno.

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Sull' Autore

Ida Leone

Esperta di Fondo Sociale Europeo e delle politiche della formazione e del lavoro. Mi interesso anche di fenomeni di innovazione sociale e civic hacking: open data, wikicrazia, economia della condivisione, creazione ed animazione di community di cittadini. Sono membro del gruppo di lavoro che ha portato Matera a Capitale europea della cultura per il 2019. Sono orgogliosamente cittadina di Potenza e della Basilicata, e lavoro e scrivo per migliorare il pezzetto di mondo intorno a me.

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