RIPARTIRE DALLE (ESTREME) PERIFERIE, SENZA ZAVORRE

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Il momento più bello in assoluto ha i colori della notte di domenica. A mezzanotte circa sono uscita dal mio seggio, quello nel quale avevo votato, e nel quale ero tornata a seguire lo spoglio. Valerio Tramutoli aveva circa 100 voti di vantaggio in quel seggio, e così negli altri due della stessa sede. Ai piedi di una scalinata immersa nella penombra c’è un piccolo parco, che nella notte tiepida profumava di tiglio e bosco. “E’ fatta”, ho pensato mentre lo attraversavo.

Sapete tutti invece come è andata. Col passare delle ore c’è stato il sorpasso, ed è stato sempre più evidente che non avremmo recuperato il gap, anche se si è ridotto ad ogni sezione, fino a definire un distacco di soli duecento voti. Un condominio. Una analisi molto  interessante ed oggettiva del voto è stata fatta dalla brava Sara Lorusso su BasilicataPost, sulla base dei dati sezione per sezione che il sito del Comune mette a disposizione non appena il Viminale ha caricato tutti i dati sul suo, di sito. Un’altra infografica interessante è quella che studia i flussi, dove si sono spostati i voti rispetto al primo turno.

Confrontando i due dati, si possono trarre alcune conclusioni. Niente di originale, diciamo più che altro “quello che ho imparato in questa tornata elettorale” che ho vissuto da dentro, e che ho provato a raccontare su Talenti in questo Diario, che ovviamente finisce qui.

  1. è evidentissimo che il grosso dei voti che hanno consentito a Mario Guarente di vincere sono arrivati dalle periferie più estreme, in senso proprio ed in senso figurato: le contrade, alcune delle quali sono veri e propri paesini, distanti sia fisicamente che ideologicamente dal centro di Potenza; e Bucaletto, il quartiere ghetto suo malgrado, anche quello un mondo a parte;
  2. non sono così faziosa da ritenere che quelli che non hanno votato dalla mia stessa parte siano stupidi o ignoranti o in malafede (almeno, non tutti). Penso piuttosto che le forze di governo cittadino degli ultimi 20 anni abbiano abbandonato quelle zone, o almeno questa è stata la percezione; e invece ci sono state e ci sono da anni associazioni, persone, gruppi in qualche modo organizzati che erano presenti, in un modo o nell’altro, ed hanno rappresentato l’alternativa, la protesta, la voglia di cambiare guida più di quanto sia riuscito a fare Tramutoli, che ha avuto a disposizione un tempo di gran lunga più risicato, e un apparato inesistente;
  3. il flusso dei voti mostra chiaramente che c’è stato un pezzo di elettorato M5S, e soprattuto di elettorato PD, spinto probabilmente da candidati PD – che infatti sono entrati in Consiglio Comunale –  che ha preferito votare Mario Guarente e le liste legate alla Lega piuttosto che votare Valerio Tramutoli e liste apertamente di sinistra, verdi, antifasciste a antirazziste. Forse sono gli stessi voti che vengono dalle periferie. O, ancora peggio, c’è stato un pezzo di elettorato di csx che si è astenuto / è stato convinto alla astensione. Lascio ad analisti politici più fini di me decidere se questo è stato solo un atto di pura disperata sopravvivenza di figure storiche del PD, oppure lo scoglio contro il quale l’ex transatlantico diventato barchetta ha finito con lo sfasciarsi definitivamente e del tutto. E lo dico con dolore;
  4. abbiamo deciso insieme, tutti i candidati e il gruppo di lavoro, che non ci saremmo apparentati con nessuno. Rivendico questa scelta e ne vado molto orgogliosa. Abbiamo mantenuto intatta la dignità, che non porta seggi in Consiglio Comunale ed è perfino oggetto di noiosissimi “ve lo avevo detto, io” quando non di aperta derisione. A ME – A NOI – NON IMPORTA. Abbiamo mantenuto intatto un patrimonio di dignità e di correttezza e nonostante il fuoco amico abbiamo sfiorato il miracolo della vittoria.

E’ da qui che occorre ripartire: dalle periferie abbandonate, dai luoghi i cui abitanti ci hanno detto con chiarezza “vogliamo altro”. Tutto può ricominciare, anzi cominciare dal 9 giugno 2019. Ci vediamo a Matera 2020.

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Sull' Autore

Ida Leone

Esperta di Fondo Sociale Europeo e delle politiche della formazione e del lavoro. Mi interesso anche di fenomeni di innovazione sociale e civic hacking: open data, wikicrazia, economia della condivisione, creazione ed animazione di community di cittadini. Sono membro del gruppo di lavoro che ha portato Matera a Capitale europea della cultura per il 2019. Sono orgogliosamente cittadina di Potenza e della Basilicata, e lavoro e scrivo per migliorare il pezzetto di mondo intorno a me.

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