by SEVERINO LAPOLLA
E’ di questi giorni la notizia che è stata attribuita una medaglia dal comune tedesco di Engelsbrand. a Wilhelm Kusterer, uno dei boia della strage di Marzabotto, per “meriti” legati alla sua attività politica di consigliere comunale per 22 anni (1975-1997).
A scoprirlo è stato il presidente del comitato onoranze ai caduti Walter Cardi, aprendo le pagine del giornale Pforzheimer Zeitung e che ora guida la protesta dei familiari delle vittime de
l l’eccidio nazifascista avvenuto tra il 29 settembre e i primi di ottobre del 1944, chiedendo un intervento per la revoca del provvedimento.
Tra l’altro Kusterer, 93 anni, è stato condannato all’ergastolo dalla Corte militare d’appello di Roma, in quello che si può definire un processo farsa per tacitare dei” poveri vecchietti “ che per 70 anni, nonostante tutto, hanno sempre avuto fiducia in un ideale di giustizia che protegge i buoni e punisce i colpevoli.
Siamo famosi nel mondo per essere uno Stato che si distingue per” l’estrema incertezza “ della pena e per la lunghezza biblica dei procedimenti. Una gestione della Giustizia che ha fatto il solletico a personaggi come Wilhelm Kusterer che, per tutti questi anni hanno vissuto nei loro paesi al riparo di Istituzioni “miopi
” per scelta e poi condannati, fuori tempo massimo, dai nostri tribunali con sentenze che non avranno nessun significato concreto dal momento che i rei (parliamo di 1150 persone barbaramente uccise dall’ex Ss ) continuano (e continueranno) a vivere la loro esistenza, senza che per loro cambi nulla.
“Resto sbigottito”, ha detto il difensore di parte civile dei familiari Manrico Bonetti, “di fronte a questa immagine. E’ inammissibile che un criminale di guerra condannato all’ergastolo venga premiato. Kusterer fu difeso in giudizio, ma alla fine venne condannato alla pena massima. E’ un fatto eccezionalmente grave”. Il criminale, come ricorda il legale, fu comandante ( e non un semplice gregario) nella terza Compagnia e ammise di essere stato in azione a Monte Sole e l’area in cui operò i massacri la sua Compagnia fu quella di Canaglia , Caparra , Colulla , Abelle e San Giovanni di Sotto.
Non abbiamo
mai brillato per coerenza perché siamo il paese che ha dato i natali a Macchiavelli e alla sua dottrina sul “fine che giustifica i mezzi “e nessun altro maestro è stato tanto seguito nei suoi insegnamenti. Siamo quelli che hanno pagato sotto sotto il riscatto per la liberazione degli ostaggi, quelli che hanno “organizzato” la tranquillità del pezzo di territorio dell’Afganistan loro affidato, e via di questo passo.
L’ennesima offesa all’Italia non è passata inosservata da chi quelle vicende le ha conosciute da vicino: Andrea De Maria, già Sindaco di Marzabotto e ora deputato del Pd ricorda che era primo cittadino quando il presidente della Germania Johannes Rau venne nel 2002 a Monte Sole a rendere omaggio ai familiari delle vittime, pronunciando parole fortissime di condanna del Nazismo. “ Da quella Germania che ha scelto la strada della libertà e della democrazia oggi ci aspettiamo coerenza e comportamenti conseguenti. Non si tratta di guardare al passato ma al contrario di affermare verso il futuro i valori comuni della nuova Europa nata dalla sconfitta della barbarie nazista e fascista”.
Purtroppo certi concetti non sono ancora patrimonio di tutti , se è vero che qualcuno come il presidente della Provincia di Potenza, Valluzzi si pone il problema della salvaguardia di un busto di Mussolini e di una lapide con il discorso del duce alla città di Potenza. Perché nascondere la storia, si è chiesto.? Senza che la città o gli altri gli chiedessero se lui, il presidente, la storia vera l’ha studiata e se ricorda per caso la nostra piccola Marzabotto, quando a Rionero in Vulture furono fucilati 16 giovani rastrellati nel paese oltre ad un uomo in barella. Fucilati, si badi bene, non da militari tedeschi ma da un paracadutista della Divisione “Nembo” ad essi aggregato; si trattava di dare un esempio ai camerati tedeschi su come si reagisce in nome del Duce.
Credo che girando tutta la Germania sia ormai impossibile trovare un busto di Hitler (salvo in qualche scantinato, covo di nostalgici naziskin); i tedeschi non hanno piacere che si vada a rivangare certi argomenti e addirittura il governo tedesco ha fatto sparire ogni traccia del dittatore nella zona della Cancelleria,affidando al nostro Renzo Piano la riprogettazione dell’area in maniera da offrire l’immagine di una Germania rivolta al futuro e che, a differenza nostra, sa cancellare il passato con le sue nefandezze. Qui invece, da noi, nel profondo Sud, c’è chi si mette a rifare la storia arrogandosi il diritto di perdonare a nome di tutti.