Non sarà di certo sfuggito ai potentini il numero di negozi che acquistano oro e preziosi in genere che sono spuntati come funghi in città, un numero spropositato anche se, considerato che si continua ad aprirne di nuovi, si deve dedurne che le attività per questi commercianti non devono andare poi così male.
E’ facile spiegare il perché di questo boom: la crisi globale che si è abbattuta a livello mondiale ha colpito in maniera più devastante tante famiglie, la perdita di posti di lavoro, la cassa integrazione, la mobilità hanno messo in ginocchio troppa gente e pur di tirare avanti si ricorre, in casi estremi, alla vendita dei gioielli di famiglia. Considerato il numero di negozi che espongono il cartello “compro oro”, in tante strade della città, il volume di affari deve essere considerevole e , di conseguenza, deve essere elevato il numero delle persone che si trovano in difficoltà, a conferma della impietosa crisi che ci attanaglia (si pensi alle tante agenzie di finanziarie che erogano prestiti alle famiglie, anche queste attività sono in crescita esponenziale, in quasi tutte le principali strade sono nate agenzie che prestano soldi a tassi solo apparentemente convenienti.)
Dietro una insegna dei negozi che comprano oro, quasi sempre di colore giallo, per attrarre ancora di più, messaggi brevi e concisi, con il prezzo di acquisto, indicato in rilievo abbastanza elevato, anche oltre 30 euro per grammo, si nascondono drammi umani e storie di ordinaria disperazione che si consumano fra l’indifferenza generale o la solitudine più nera.
Un altro aspetto inquietante relativo a questo, in certi casi, indecente commercio, è rappresentato dalla clientela giovane, seppur maggiorenne, dei negozi che acquistano oro.
Siamo venuti a conoscenza di casi inquietanti che solo la cinica parvenza di legalità impedisce alle forze dell’ordine di intervenire a gamba tesa per debellare un fenomeno che si sta allargando a macchia d’olio.
Ai clienti che si presentano per consegnare gioielli e monili viene rilasciata una regolare ricevuta e il venditore dichiara sotto la sua responsabilità che gli oggetti consegnati non sono provenienti da attività illecite; in questo modo l’acquirente è a posto dal punto di vista legale ma in alcuni casi è ben evidente che ragazzi poco più che maggiorenni che vanno spesso in un negozio a vendere gioielli possono consegnare merce di provenienza dubbia. Siamo sicuri che la maggior parte dei commercianti d’oro si comportano in assoluta legalità e sanno distinguere un normale “venditore” da un disperato, ma siamo altresì convinti che non tutti si comportano con etica professionale impeccabile se è vero, come è vero, che ci sono ragazzi che “frequentano” questi locali con un’assiduità allarmante. Per qualcuno questo proliferare di negozi che comprano oro, che pubblicizzano un prezzo di acquisto molto invitante, diventa una forte tentazione.
