PARCO, STADIO O CITTADELLA DELLO SPORT ?

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Giovanni Benedetto

Il dibattito sull’area della Cip Zoo prende forma anche tra i cittadini, se ne é  discusso ieri sera, nella sede dell’associazione culturale                          ” Ivan Di Bello”.
Il dibattito è stato moderato da Decio Di Bello insieme ai due ospiti: Vito Santarsiero ex sindaco di Potenza e il prof.Beniamino Murgante dell’Università della Basilicata assente il terzo invitato, l’assessore ai lavori pubblici Antonio Vigilante.
E’ stata una discussione molto interessante e grazie anche allo spessore delle argomentazioni  che hanno permesso a tutti i presenti di superare quelle approssimazioni o disinformazioni che talvolta si manifestano tra i cittadini quando si discute di problemi trattati in superficie.
L’ex sindaco Vito Santarsiero ha fatto una sintesi della vicenda dell’area Cip Zoo degli ultimi quindici anni.
Un problema sotto osservazione degli amministratori comunali dal 2009, anno in cui la città di Potenza si doto’ dell’importante strumento del regolamento urbanistico per mappare, destinare e pianificare tutti gli spazi della città.
Furono definiti i perimetri dell’area urbana, periurbana, i siti produttivi, gli aggregati edilizi, le aree verdi e le Zone di competenza dell’Asi.
La zona Cip Zoo fu considerata area destinata a progetti speciali di rilevanza pubblica e seguirono una serie di idee anche da parte dell’amministrazione su come specializzare adeguatamente l’area.
Si era pensato ad un centro a prevalente indirizzo culturale, ad un’area fieristica ad un centro ricerca. Le discussioni si dilatarano negli anni, il tempo è  passato , le idee si sono accavallate senza portare ad una decisione.
Nel frattempo si è  fatta strada l’idea del parco, un’iniziativa popolare che forte della raccolta di 12000 firme, portate alll’indirizzo  del  Comune di Potenza che avviò tutti i passaggi per vincolare quell’area a verde. Ci riusci’, facendo approvare nella passata legislatura, all’unanimità, una legge regionale che prevedeva il passaggio di tutte le aree industriali dismesse dall’Asi al comune di Potenza.
Intanto la regione investì dei soldi per la bonifica in superficie di tutta l’area e sembra, da sondaggi fatti, che nel sottosuolo non siano emerse particolari criticità, sempre secondo Vito Santarsiero.
La legge, approvata, diventa esecutiva ma il passaggio della potestà pianificatoria dall’Asi al Comune è ancora in via di definizione.
Passano altri anni e questa volta a sparigliare le carte non sono i cittadini parchigiani ma i tifosi del Potenza che si affezionano al progetto Caiata di volere rilanciare il Potenza, alle condizioni di costruire un nuovo stadio, con soldi privati, con annesso centro commerciale.
Con una novità, che la proposta elaborata da Caiata coincide anche col cambio del quadro politico delle amministrazioni Regionali e comunali.
Tutto daccapo?
Tutto il lavoro preparatorio e le decisioni politiche prese e messe agli atti, al momento, dicono parco, ma non sono decisioni vincolanti ,sopratutto in presenza di diversa volontà politica.
Tanto, l’area, tranne che essere stata bonificata, è rimasta così com’era da quarant’anni senza che si sia piantato un nuovo paletto.
Tutto si può ancora cambiare, sembra però, che il vincolo posto a verde costerebbe del tempo a chi voglia destinare quell’area ad altro uso: bisognerebbe cambiare il regolamento urbanistico, dice qualcuno.

Ma è proprio cosi? visto che il comune non ha ancora la potestà pianificatoria?.
Il dibattito, sebbene all’inizio, è orfano delle parti in causa, cioè di coloro che devono farsi carico del nuovo corso: il comune e la regione come decisori e Caiata come ideatore e proponente del progetto.

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Sull' Autore

Giovanni Benedetto

Mi sono occupato per 40 anni prima in Rai e poi in Rai way dell' esercizio degli impianti alta frequenza della Rai in Basilicata. Per vent'anni in qualità di quadro tecnico sono stato responsabile del reparto di manutenzione degli impianti alta frequenza: ripetitori, trasmettitori tv e mf, ponti radio e tutti gli impianti tecnologici connessi. Ho presieduto tutta la fase della swich-off analogico- digitale della rete di diffusiva della Basilicata. Nel 90 per tre mesi come tecnico della Rai Basilicata ho lavorato al centro , ibc, di Saxa Rubra, per inoltrare i segnali televisivi e radiofonici provenienti dai dodici stadi accreditati ai mondiali 90, attraverso i ponti radio e i satelliti in tutto il mondo. Fuori dal mondo produttivo, mi sento un cittadino libero e curioso, che osserva con attenzione la realtà che mi circonda. Attento al comportamento della politica e delle istituzioni e alle decisioni che esse assumono e che incidono sul nostro destino , sensibile ai fenomeni e ai cambiamenti che attengono la nostra società: comprese le virtù e le miserie che essa esprime; sempre raffrontando il presente col passato per schiarire meglio la visione del futuro.

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