Parturient montes, nascetur ridiculus mus?

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Il telefono squilla in continuazione e gli appuntamenti si susseguono; uno ogni ora. E’ frenetica in queste ore la vita dei consiglieri e degli assessori regionali impegnati nella costruzione delle rispettive liste che devono far capo a ognuno di loro.

Così ha chiesto Marcello Pittella quale condizione per tentare di entrare, insieme con lui in consiglio regionale. Nessun paracadute, nessun alibi, nessuna deroga alla battaglia.

Non sarà facile, però, convincere 19 persone, con parità di genere, ad affrontare una campagna elettorale , ma l’impegno è preso e bisogna osservarlo e, a giudicare dal lavoro frenetico di queste ore, sembra che sia diventato questo il caso di vita o di morte per ognuno di loro. Va bene chiunque. Nessun pregiudizio sulla qualità delle candidature. L’importante è fare una lista rispettando l’impegno della preferenza di genere.

Il primo impegno per tutti loro è dire sì alla riconferma di Marcello Pittella spiegando, in tutti i consessi, che il secondo mandato del Governatore uscente, è segno di forza e di coesione.

Qualche problema ci sarebbe in casa socialista nel materano con dirigenti che, contrariamente a quanto si legge dalle dichiarazioni del segretario regionale Valvano, guarderebbero con favore  alla coalizione di centrodestra, qualora essa rinunciasse all’apporto della Lega di Cappiello che, a questo punto, potrebbe tentare la carta della corsa in solitario con la candidatura a presidente dell’ex senatore Tito Di Maggio,

Di Maggio, difatti, sempre da indiscrezioni, sarebbe pronto a capeggiare una lista con il simbolo del movimento che fa riferimento al capitano Matteo Salvini, candidando gli irriducibili materani della prima ora che, anche oggi, in piazza Eraclea, hanno montato il gazebo in sostegno della battaglia contro i Giudici, rei di aver chiesto l’autorizzazione alle Camere per processare Matteo Salvini, accusato di sequestro di persone e abuso di potere per la nota vicenda Diciotti. Commissario romano piacente e Pepe permettendo che non disdegnerebbe, anche lui,  una corsa da capolista per dimostrare, definitivamente che, anche in Basilicata, c’è stato il travaso di consensi, da Forza Italia alla Lega e che la sua leadership è attrattiva e determinante per il futuro del centrodestra.

Una candidatura moderata, del centrodestra senza la Lega di Salvini, infatti, da indiscrezioni, potrebbe convincere l’ex assessore socialista, Innocenzo Loguercio, a sostenere da Matera la corsa contro corrente dell’ex presidente della Provincia potentina, Nicola Valluzzi che, con una sua lista apparentata con il centrodestra, potrebbe ambire a uno scranno in via Verrastro riportando, in caso di elezione, l’ex assessore ai trasporti materano, nella giunta regionale.

Un’ipotesi che non dispiacerebbe neanche all’ex presidente della provincia Franco Stella, direttore dell’associazione di imprenditori materani, API, che, con la sua Lista Stella, piazzerebbe un suo candidato tra gli eletti ritornando da protagonista sui tavoli politici regionali. A proposito di ex presidenti della provincia, Carmine Nigro e Giovani Carelli, nelle prossime ore, insieme al gruppo guidato dagli ex consiglieri regionali di Michele Radice, Franco Mattia e altri, potrebbero sciogliere la riserva sulla formazione di una lista capeggiata da Piergiorgio Quarto. L’apparentamento è ancora indubbio . Si aspettano una rinuncia in extremis di Pittella per correre col centroisnistra.

I maggiorenti del centrosinistra materano, divisi su tutto ma uniti nella speranza di riconquistare lo scranno potentino, sono impegnati nella ricerca di candidati da immolare alla causa. Candidati consapevoli di concorrere al quorum della lista che permetterebbe, però, in un ottica di concorrenza tra uscenti, l’elezione dell’animatore della lista in regione. In questa ottica, il più impegnato, sembrerebbe essere l’assessore uscente Luca Braia che non ha mai smesso di coltivare l’ambizione di essere l’unico referente politico del Partito Regione della provincia materana, succedendo alla “già” senatrice – come lui stesso l’ha definita – Maria Antezza. Luca Braia macina chilometri su chilometri per tutta la provincia di Matera, battendo centimetro per centimetro ogni spazio utile alla sua causa, presiedendo qualsiasi manifestazione dove partecipano almeno 5 o più cittadini, stringendo mani alla vecchia maniera e selfandosi in ogni posa, Tv locale e responsabile comunicazione al seguito per testimoniare un impegno profuso h24 che, a questo punto, dovrebbe premiarlo con una valanga di voti.

Meno frenetica e con un’esposizione mediatica apparentemente sottotono, l’assessore Roberto Cifarelli che, differentemente da Braia, può contare più concretamente sul supporto di quell’area politica del PD che sa organizzarsi quando è chiamata a dare risposte massive. Ha dimostrato sul campo di avere gli attributi del politico di razza, prima in appoggio ad un’area interna al PD poi, una volta raggiunto il risultato della lotta, convergente su quella più sicura, di maggioranza, dove è rimasto fedele, surclassando per affidabilità lo stesso Luca Braia . Le dichiarazioni dell’ex consigliere regionale Bradascio sugli intrecci e le trame per sconfiggere l’area politica vicino al fedelissimo Salvatore Adduce, infatti, dimostrerebbero la totale inaffidabilità dei pittelliani-antezziani materani rispetto alla costruzione del futuro partito che Marcello Pittella, Margiotta e De Filippo vogliono coeso e allineato. Questa circostanza potrebbe consegnare un’indiscussa leadership politica a Roberto Cifarelli, qualora il risultato elettorale lo premiasse degli sforzi profusi da assessore alle attività produttive. Il suo primo obiettivo è dunque arrivare primo nella competizione con Braia, ma anche rispetto a chiunque volesse ambire allo scranno regionale.

Non entra pubblicamente nella questione Pittella sì Pittella no perché, apparentemente, il tema dirimente per lui, politico di razza, non è il capolista che guida la coalizione, ma il progetto politico che si intende perseguire per il futuro. Futuro che, a prescindere da chi guiderà la regione nei prossimi anni, lo vedrà certamente indiscusso protagonista.

Achille Spada, invece, segue le indicazioni di Chiurazzi che però, nella battaglia al fianco di Santarsiero, contro Marcello Pittella per la coesione del partito e della coalizione, non schiera l’artiglieria pesante, quella che ha dimostrato sul campo di intercettare consensi. Nicola Trombetta e Angelo Montemurro, rispettivamente assessore all’urbanistica e ai Sassi che non hanno mai partecipato con il loro leader, Achille Spada, animatore della lista Insieme di cui hanno fatto parte, ad alcun tavolo alternativo a quello del Pd, dimostrando, qualora ve ne fosse bisogno che, all’occorrenza, se si trova la “quadra” cioè l’accordo sugli incarichi, tutto ritorna in chiaro.

Di tutti i tavoli aperti, quello meno affollato sembra essere quello di Silvana Arbia impegnata da mesi, insieme al gruppo di associazioni che la sostengono, nella ricerca di candidati per formare una lista in alternativa a tutti i poli in campo. Candidatura da governatrice che potrebbe rientrare nell’ipotesi di un accordo dell’ultima ora con Carmen Lasorella, impegnata a tenere unita la sinistra fuori dal PD e i dissidenti Democratici che partecipano al suo tavolo nella speranza di un passo di lato di Marcello Pittella, utile alla costruzione di un centrosinistra unito che, però, non vedrebbe lei candidata a governatrice, ma Piergiorgio Quarto. Candidato neanche tanto inviso a Pittella.

Nelle prossime ore, anche il senatore Saverio De Bonis, sostenuto dal gruppo di amici che si sono avvicinati grazie a lui al Movimento Cinque Stelle, delusi dalla sua estromissione dal Movimento per essersi opposto dall’aumento dei valori d’inquinanti nei fanghi utilizzabili in agricoltura, potrebbe decidere di animare una lista ecologista. Indiscrezioni dell’ultim’ora, parlano di un insistente pressing da parte dei dirigenti nazionali del Movimento dei Verdi per una sua eventuale adesione al partito politico ecologista nazionale.

In questo caso, però, i Verdi sarebbero obbligati a restare fuori dalla coalizione di centrosinistra storicamente loro casa naturale perché il senatore De Bonis, che pur dovrà prendere una posizione in questa campagna elettorale per non finire nel dimenticatoio della politica che conta una volta terminato il mandato parlamentare, non potrebbe sostenere né la candidatura di Pittella, per ovvi motivi, né quella di Quarto perché competitor sulle questioni associative in cui i due sono stati competitori, Grano Salus e Confagricoltura.

Una circostanza, questa, che potrebbe avvantaggiare una corsa in solitario al movimento del sole che ride in grado di intercettare il consenso di molti ex cinque stelle delusi dalle politiche ecologiste del governo.

Intanto, tra pochi giorni, ci sono gli obblighi della raccolta delle firme per tutte le liste che non hanno eletto nella scorsa legislatura un loro rappresentante in consiglio regionale o in parlamento e, a conti fatti, solo un apparentamento con il Pd nel centrosinistra o con la Lega e Forza Italia nel centrodestra potrebbe garantire la presenza della tante liste civiche che si stanno profilando all’orizzonte. Orizzonte sempre più incerto e instabile.  V.B

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