PD, LA BASE CHIEDE DI ESSERE INTERROGATA, DA SUBITO

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Che Matteo Renzi non si presenti al direttivo del partito per portare di persona la sua tesi sulla sconfitta, e presentare le dimissioni per rendere libero il confronto, è qualcosa di cui non riesco a capire la motivazione, e che peraltro va contro lo stile e i comportamenti che lo stesso segretario del partito ha tenuto fin qui. Si può capire che ,per un fatto di coerenza, voglia evitare di mettere becco sulla strada da fare, ma sul percorso fatto, sul perché lo si è fatto, sui risultati ottenuti e sulle ragioni dell’insuccesso non può non dire come la pensa. Altrimenti fa correre il rischio al partito di fare la discussione sotto la spada di una riserva mentale dello stesso Renzi: di avere mano libera e di vedere se ,con i numeri che si ritrova, può viaggiare per lidi inesplorati. In verità sinora è stato il più chiaro di tutti, dicendo che la sola strada che il pd deve imboccare è quella dell’opposizione. Però non ha completato il pensiero e detto che cosa si aspetta lui e il suo partito da un ritorno alle urne nel giro di sei mesi: un rovesciamento del risultato? Improbabile, visto che i cinque stelle o salvini, non potendo governare torneranno dai cittadini ancora più motivati dal fatto che il pd non gli ha consentito nemmeno di provarci. E dunque, se si esclude il ritorno da subito alle urne, resta  da un lato l’obbligo di dare una direzione di marcia al partito , dall’altro di manifestare il massimo di unità interna affinchè il partito possa resistere al continuo bussare ai singoli parlamentari da destra o da sinistra per una alleanza di necessità. Rispetto a questo obiettivo, è anche sbagliato pensare che la dirigenza, qualsiasi esca dal direttivo di lunedì abbia la delega democratica a intraprendere una strada. Se non si vuole tornare al voto, se non si favorisce nessun accordo di necessità, si può solo ipotizzare che, con cinismo e disprezzo delle regole democratiche, lega e M5 stelle si possano mettere insieme per un governo di scopo. Una follia che non sarebbe tollerata dai mercati e che  rischia di farci tornare indietro di 8 anni.  La sola soluzione per un PD che non voglia fare la fine della Dc è rivolgersi subito alla base con un quesito specifico: dateci un mandato per l’alleanza di necessità: Diteci come, in quale maniera e fino a quando dobbiamo servire il Paese prima di riprenderci la nostra libertà di azione. Tre mesi possono servire per questo approccio democratico al problema: E per tre mesi anche Mattarella può aspettare. ROCCO ROSA

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Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa
Online dal 22 Gennaio 2016
Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall’agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line ” talenti lucani”, una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell’opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.


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