PETROLIO, ACCISE E ZONE FRANCHE. ITALIA STRABICA

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Filippo Massaro è un battitore solitario della Val d’Agri. Non gli interessa la politica, non gli interessa l’associazionismo. E’ solo un uomo che protesta di fronte alle ingiustizie, ai sorprusi ,alle violenze. E lo fa con determinazione e con il coraggio di chi non accetta di arrendersi anche quando la strada è in salita e molti al posto suo avrebbero desistito. Negli anni scorsi, nella sua Corleto, ha protestato, documentato, indagato, denunciato meccanismi e sorprusi e tutti a dargli addosso fino a quando non si è scoperto che aveva semplicemente ragione. Ho preso spunto da queFIAMMATA-CENTRO-OLI-1-660x330sta sua denuncia che implicamente rimanda al trattamento da straccioni che le compagnie petrolifere fanno alla Basilicata per evidenziare che non è più tempo di mance e mancette ma di politiche energetiche fatte nella salvaguardia dell’ambiente e tendendo di mira lo sviluppo integrale dei territori. Non si può mettere la trivella solo per estrarre ma anche per immettere imprenditoria, lavoro, sviluppo in tutte le direzioni. Ci fossero state le partecipazioni statali , questo discorso dello sviluppo sarebbe già stato affrontato. Ma oggi ci sono compagnie per le quali la Nigeria o la Basilicata sono esattamente mucche nere da mungere. Ci fossero stati governanti più consapevoli del danno che un arrembaggio al territorio stava procurando avremmo goduto di ben altri benefici che le royalties. Dal  minimo indispensabile di una zona franca nella quale appunto le accise Filippo-Massaro-Csail-Basilicatanon avrebbero dovuto raddoppiarsi ma sostituirsi l’una con l’altra. Invece qui lo Stato fa il pieno , di petrolio e delle accise sui suoi derivatiNon abbiamo neanche la fortuna di essere zona di frontiera, per la quale si chiude l’occhio sulle accise. rocco rosa

 

“Gli automobilisti italiani quando fanno il pieno di benzina o gasolio dovrebbero ricordarsi che il petrolio estratto in Val d’Agri ha contribuito negli anni e contribuirà ancora alla ricostruzione delle aree terremotate di tutto il Paese. Da settembre del 2016 fino al 31 gennaio di quest’anno gli italiani hanno versato all’erario 1,8 miliardi di euro interamente ascrivibili alle accise sui carburanti introdotte per finanziare la ricostruzione di 5 aree colpite da altrettanti terremoti avvenuti in Italia in questi ultimi 50 anni. I cittadini-automobilisti pagano perché dovrebbero finanziare i lavori del dopo-sisma del Belice (avvenuto nel 1968), del Friuli (1976), dell’Irpinia-Basilicata (1980) dell’Abruzzo (2009) e dell’Emilia Romagna (2012). E tra le altre cose, continuiamo a pagare le accise introdotte per la guerra di Abissinia (1935), per la crisi di Suez (1956), per il disastro del Vajont (1963), per l’alluvione di Firenze (1966), per la missione in Libano (1983), per la missione in Bosnia (1996) e per il rinnovo del contratto degli autoferrotranvieri (2004).
Visto che buona parte di queste ricostruzioni sono terminate da molti anni, “almeno in linea puramente teorica”, come afferma la Cgia, che per i primi interventi di messa in sicurezza e di avvio dei lavori di ricostruzione nelle aree del centro Italia colpite dal terremoto del 24 agosto scorso e dalle scosse che si sono abbattute successivamente, in soli 5 mesi gli italiani hanno versato nelle casse dello Stato 1,8 miliardi di euro.
E partiamo già da costi alti che a Viggiano, capitale del petrolio, nelle stazioni a logo Eni sono in media di 1,627 euro/litro per la benzina e di 1,527/litro per il diesel. Tra le più care d’Italia. Si badi bene: per numerosissimi cittadini della Val d’Agri che per ragioni di lavoro usano quotidianamente la propria auto magari per raggiungere Potenza la card carburante (ultima ricarica) è quasi esaurita e con essa l’ultimo beneficio riconosciuto
E’ una situazione non più tollerabile che vede il Csail promuovere campagne periodiche di boicottaggio delle stazioni carburante Eni, Total, Esso, le compagnie presenti in Val d’Agri e nel Sauro, perché ogni volta che facciamo il pieno alla nostra autovettura 12 centesimi di euro al litro ci vengono prelevati per finanziare la ricostruzione delle zone che sono state devastate negli ultimi decenni da questi eventi sismici. Con questa destinazione d’uso gli italiani continuano a versare all’erario circa 4 miliardi di euro all’anno. Se, come dicono gli esperti, questi fenomeni distruttivi avvengono mediamente ogni 5 anni, è necessario che queste risorse siano impiegate in particolar modo per realizzare gli interventi di prevenzione nelle zone a più alto rischio sismico e per fronteggiare i primi interventi nelle zone appena colpite”. FILIPPO MASSARO

la foto dell’impianto petrolifero è presa da Sarconi Web

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Sull' Autore

Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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