La disponibilità manifestata nei confronti del Sistema Giustizia in Basilicata, sia in termini di trasferimento di risorse finanziarie per la logistica, sia in termini di assegnazione di risorse umane per il funzionamento di quei tribunali che soggiacciono sotto il peso delle vertenze è la chiave di volta per evitare la spoliazione del terrritorio di un importante e basilare fattore di legalità , quale è la Corte di Appello di Poitenza. Ci sarà probabilmente bisogno di definire meglio la cornice normativa, ma la Regione Basilicata è pronta a fare di più in tutte le direzioni per dare produttività ai vari uffici giudiziari. C’è un precedente che è fresco fresco, l’intesa tra il Ministro Orlando e il Governatore del Lazio Zingaretti, con la quale quest’ultimo trasferisce nelle varie sedi dei tribunali laziali ben 350 dipendenti per un anno. In verità la Regione già si è mossa in questo quadro di collaborazione mettendoci 20 milioni per il rafforzamento logistico dei Carabinieri e della Guardia di Finanza. Proprio questa collaborazione può essere lo strumento per rivedere la draconiana ristrutturazione degli uffici di Giustizia, che sta penalizzando fortemente la Basilicata sopratutto in considerazione della sua accidentata orografia e della difficoltà a muoversi sul territorio. Il Governatore Pi
ttella ha colto l’occasione della presenza del Sottosegretario Migliore per dire che il Sud ha bisogno di più Stato, non di elemosina di Stato. Ha bisogno di uno Stato presente in periferia, soprattutto lì dove essa si connota di problemi che gli enti locali non possono affrontare, vedi la sicurezza e la difesa della legalità in regioni dove è forte il peso della criminalità. Ha bisogno di più scuola e non del trasferimento dal Sud al nord dei suoi insegnanti. Sarà questo probabilmente il leit motive che il Governatore farà risuonare ai due prossimi incontri lucani con il Premier: possiamo crescere se lo Stato fa la sua parte tenendo conto che qui c’è bisogno di lavoro non di assistenza, e non è scandaloso che ci siano norme di particolare favore per questi territori che sono stati svenati, depauperati, sfruttati nelle risorse e lasciati ad arrangiarsi da soli. E poi è l’ora di finirla con questo quadro fatto vedere alla rovescia dalla disinformazione di massa, secondo cui un Sud è una palla di piombo al piede della crescita. E’ vero il contrario, senza una mobilitazione del Sud e una riattivazione di quei circuiti di relazioni industriali, economici, culturali , l’Italia non va da nessuna parte. (in copertina: il sottosegretario Gennaro Migliore ai microfoni di TRM)
PITTELLA CHIEDE PIU’ STATO: ERA ORA!
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