POETI DI OGGI : LUIGI GILIO

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Una goccia di passione

Una goccia di passione,
travasa sul capo, improvvisa!

Come un lampo a ciel sereno, 
scuotono l’animo a nuove
emozioni, a colori infiniti, a una promessa
che può, e, compensa 
un vecchio dolore.

Sguardi teneri all’orizzonte, s’intravvedono.
L’odor del grano e il tremolar trasparente del selciato alla sera, 
illuminato dal benevole raggio di luna piena, 
sognante fan il vecchio cuore.

Forse anch’io, mi affascino al sol pensiero, 
che resta vago, come sa fare solo un sogno.

Una goccia di passione che può diventar oceano, o anche,
semplicemente, asciugarsi al sole, 
limitare ad un’idea, che s’alza al cielo in tenue vapore.

L'immagine può contenere: notte, pianta, cielo e spazio all'aperto

Il velo della tristezza
(il guado che ci lascia il tempo)

Lascia il tuo cuore,
tra il disordine di un’altra giornata,
tra la stanza e il sapore di un’aria bizzarra .
Raccontala ancora,
quella storia felice che ha chiuso la notte,
tra le dita, malcelata, il grido di una vecchia chitarra.
Sarà che l’amore,
sa cogliere ancora,
le fresche conchiglie di un suono lontano.
E lì, che si scioglie,
il desiderio e la voglia di lasciarsi andare,
senza il risveglio, che il giorno ti fa ritrovare.

Lascia il tuo cuore,
tra pozzanghere che il sole non osa asciugare.
Tra il cielo e i colori persi in un vecchio giornale.
Raccontala ancora,
la notte che ha illuso la storia felice,
nel suono di un canto, che sembra ormai lontano.
Sarà che l’amore,
serra la vista anche agli occhi aperti.
Sembra di essere davanti al mare
e poi, scopri che il mare non ha più i colori del cielo.
E tutto diverso, 
ti guardi, e, non ti riconosci,
davanti a quel verso, che ti faceva cantare.

Lascia il tuo cuore,
vedrai che poi,
nonostante tutto, sentirai il suo battito ancora.
Sarai felice,
in questa storia che ha perso l’amore,
che ha perso il profumo del tuo giovane cuore.

L'immagine può contenere: scarpe

Tempi magri

Curvato dal vento, 
tra le grinze dei giorni,
al sole caldo
che arde la gola.

Volete davvero sapere,
Come ci si sente!

Si sente da inermi, e, isolati,
mentre inseguiamo, ancora,
il pazzo miraggio
di un tempo più buono.

E allora, com’è che t’incanti ancora?

Tu, che dell’uomo che eri, 
ben poco rimane.
Oggi, così fragile e insicuro
ti abbandoni
all’instabile donna.

Non si parla più d’amore, 
ma di un rituale,
un’inutile sbandare:
tra l’essere e il volere, 
con il cuore perso nell’ineluttabile finire.

L'immagine può contenere: cibo

Mezza estate
(luglio col bene che ti voglio)

Il sogno! il remoto sogno!
indugia all’angolo (cantuccio del cuore).

Da questa strada,
mentre racconto i passi, 
che han svuotato i giorni e le sere,
e poi, le notti,
tutti così intensi, sembrano cocci
riversati tra loro. 
Invidiosi, ora? 
Per sempre perduti e luccicanti!

Tra le miserie sbandite su tavole vuote,
materassi di perle, chiodi e garofani,
e, le suole, che non sanno più correre
ma solo fermarsi, un attimo, ad odorare il cielo.
Mi sembra di mietere qualcosa,
che non è grano.

Quel sogno, ora!
Si mantiene dritto alla ringhiera di casa
tra il fogliame e il pullulare delle parole,
il cuore che ha smesso di battere veloce,
quel sogno, vessò di una deriva,
sgocciola il sudore.
Tra le ferite dell’anima
e il pudore di fare rumore.

L'immagine può contenere: una o più persone, spazio all'aperto e natura
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Sull' Autore

Luigi Gilio

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