Il consigliere regionale Piero Lacorazza incalza il Pd lucano ad affrontare di petto la vicenda elettorale con le implicazioni, le responsabilità e gli atteggiamenti che l’insuccesso del partito in basilicata richiede e, di fronte, al temporaggiamento del segretario Polese, porta avanti un atto duro di sollecitazioni: le dimissioni dei componenti dell’assemblea regionale, cioè dell’assise nata con la primarie che hanno incoronato Polese . E’ un atto politico forte, che non ha aspettato neanche le conclusioni del Direttivo nazionale del partito, quasi a rimarcare il fatto che qui ci sono ragioni che vanno oltre la lettura nazionale e problemi che sono aggiuntivi rispetto alla situazione nazionale. La firma delle dimissioni da parte del gruppo , anzichè essere banalmente preso come un tentativo di mantenersi le mani libere sulle scelte, va visto come una messa in mora del Segretario regionale e della maggioranza che lo sostiene: o discutiamo seriamente di che cosa è stato il voto e di che cosa possiamo e dobbiamo fare, o vi assumete l’intera responsabilità della situazione per una sottovalutazione grave di quello che è successo. Del resto tale sottovalutazione, per il gruppo riscatto-fronte democratico, si è già evidenziata nella lettura a caldo del risultato, quando banalmente si è cercato di attribuire la colpa ad un mancato impegno di parte del partito. Una debacle di questo tipo , in una regione considerata roccaforte del pd, non può essere spiegata in maniera semplicistica, da qui la richiesta di un confronto non superficiale né di facciata. Questa uscita del duo Lacorazza-Pertusiello è una mossa di chi la politica la sa fare: da oggi in poi ogni giorno che passa senza che si faccia qualcosa per fermare la deriva, porta la responsabilità di una maggioranza e di quelle componenti che aspettano il “la” da Roma. E che ci sia bisogno di fare presto, di riorganizzare il partito, di aprire un confronto con la base o con quello che di essa è rimasta, di studiare una strategia di ripresa, di non mettere nel mucchio della sconfitta nazionale anche una appendice regionale, mi sembra che sia evidente a tutti. L’esperienza dice che c’è ancora un vento contrario e che otto mesi non bastano a fargli cambiare direzione. E che quindi c’è bisogno di unità, di compattezza, ma anche di idee nuove, atti di coraggio e capacità di autocritica. Se non c’è tutto questo, significa che si va mestamente verso una nuova sconfitta.