POTENZA E’ PRIVA DI REALI PUNTI DI AGGREGAZIONE

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di ROCCO PESARINI

 

 

Potenza è una città quasi totalmente priva di veri, autentici punti di aggregazione.

Adorando salire in centro, negli ultimi tardi pomeriggi sono spesso salito e, tra un saluto a qualche amico o conoscente che non vedevo da un po’ e qualche scatto fotografico a qualche angolo nascosto che sempre cattura la mia curiosità, mi sono amaramente reso (ulteriormente) conto che lì la situazione non è affatto migliore. Sali, fai avanti e dietro e saluti qui e li. Ma poi?

Nei quartieri, qualche eroica e splendida parrocchia (ma nemmeno tutte a dire il vero) riescono a rappresentare un punto di raccolta, un centro di aggregazione, un riferimento fisico per bambini, giovani e adulti lì residenti. Per il resto, noto gente che si chiude in casa e finisce lì.

Nelle contrade, sempre più amaramente abbandonate a sé stesse non so onestamente cosa poter immaginare.

Avremmo un centro sociale a Malvaccaro che doveva e poteva rappresentare un luogo dove incontrarsi, radunarsi, organizzare, confrontarsi, ma è, a quanto si vede chiaramente, totalmente privo di qualsiasi valenza o destinazione in tal senso.

Avremmo un Teatro Stabile che potrebbe rappresentare non solo una location dove seguire (quando ne fanno, soprattutto in questa emergenza sanitaria) rappresentazioni e spettacoli ma un vero polo culturale, un centro di produzione teatrale, capace di raccogliere e far incontrare, anche quotidianamente talenti e artisti.

Avremmo il Palazzo della Cultura a largo Pignatari: altro immobile rimesso a nuovo e per il quale proposi la destinazione a Casa delle Associazioni anni fa, ovviamente suggerimento non solo caduto nel vuoto ma nemmeno foriero di una benché minima riflessione o confronto.

Abbiamo dei parchi e delle ville davvero belle(Montereale, Santa Maria, Villa del Prefetto) che sono molto frequentati, soprattutto nel periodo estivo.

Abbiamo le scale mobili che, in qualche occasione sono state location per eventi o iniziative, ma ora sono li, vuote e quasi inutili nel trasportare quei pochi cittadini che continuano ad usarle.

Abbiamo il Parco Fluviale del Basento ma anche lì, atteso che l’ho trovato incolto e quasi dismesso e “abbandonato”, ci vai, passeggiata, corsetta o cacca del cane e te ne vai. Ma poi?

Ecco la domanda cardIne è: MA POI?

Si c’è la movida (termine che significa tutto e niente), ci sono locali dove bere e stare con amici ma io parlo d’altro.

In un sondaggio che ho promosso sul gruppo Cittadinanza Potentina, il cercare soluzioni o, quantomeno, palliativi al disagio giovanile è risultato essere al secondo posto degli auspici che la gente chiede all’amministrazione comunale.

Ecco, la questione è che, ritengo, se ad esempio si vuol iniziare a dare qualche risposta anche al presunto disagio giovanile (perché poi ci sono quelli che son convinti che ai giovani sia sufficiente solo assicurare alcol per farli stare bene e sui quali preferisco tacere) occorre iniziare a PROGETTARE, PIANIFICARE E REALIZZARE PUNTI DI AGGREGAZIONI, SPAZI PER LA CREATIVITA’, MOMENTI PER STARE INSIEME.

Punti, spazi, centri, momenti che devono valere tanto per gli adulti quanto per i giovani, tanto per chi fa arte ed associazionismo da sempre che per coloro che magari vi si avvicinerebbero volentieri se incentivati.

OFFRITE ALLA CITTADINANZA DELLE ALTERNATIVE! OFFRITE AI GIOVANI DELLE ALTERNATIVE!

Inutile aggiungere, e concludo, che questo processo deve iniziare ed esser poi governato, in un’ottica di trasversale e civica partecipazione ed inclusione, dall’AMMINISTRAZIONE COMUNALE. Magari di concerto con gli altri enti territoriali, Provincia in primis, titolari di altri spazi notevoli (si pensi al nuovo Polo bibliotecario, al Museo Provinciale, alla Pinacoteca).

 

 

 

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Rocco Pesarini

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