Potenza… Odi et amo!

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di ROCCO PESARINI

Dopo il mio articolo sul e quello di Gilda Rezzuti, son contento di pubblicare la dichiarazione d’amore del mio e del nostro amico Tani Porretti alla nostra città-

L’”ìncipt” del noto poema del Poeta Latino Catullo, potrebbe costituire la sintesi del Nostro (anche del mio) sentimento nei confronti di questa Città.

Sì Potenza, da sempre alla ricerca di una concreta esplicazione del suo nome, una Città fatta di salite e discese, fisiche, culturali, politiche, etiche, economiche e sociali.

Una Città piena di fermenti, di contraddizioni, di un pudore (quasi paura) di svelare a Tutti la sua particolarità che è anche la sua bellezza. Una Città troppo spesso ed ingiustamente dileggiata e maltrattata già dai suoi stessi Figli, da chi avrebbe dovuto e potuto adoperarsi, nel tempo, per renderla migliore, più moderna, vivibile al di là delle sterili quanto dannose (e talvolta false) contrapposizioni ideologiche. Una Città che, tuttavia, non ha mai mancato di far sentire il suo calore a chiunque vi sia stato, anche per caso o per sbaglio, spesso poi ben ricambiata più da costoro che dai cuoi cittadini. Una Città cui non mancano Intelligenze tali da potersi sentire più uniti anche al di là dei pure sacri ed adorati (per me certamente) “Colori Rossoblu” e del Suo “Santo Patrono” con relativi Festeggiamenti.

In tali ultime circostanze, pare a Tutti (a me certamente) di essere in un’altra Città, appassionata ed appassionante ed in quella che vorremmo fosse sempre così. Una Città che dovrebbe saper trarre dai momenti drammatici che pure la sorte non le (ci) ha risparmiato (per tutti, cito “Sisma ‘80” e la “Povera Elisa Claps”), la forza e la maturità per crescere e migliorarsi, anche nelle coscienze. Potrei continuare, ma credo di avervi già tediato abbastanza con queste che sembrano delle ovvietà. Ebbene lo sono ! Ed allora, posso solo sperare che Tutti Noi si sappia dismettere definitivamente quell’inutile senso di perdurante autocommiserazione e che, pur nelle più marcate diversità, si riesca a fare sempre migliore “sintesi”, Ciascuno facendo proprio, ma per davvero, l’insegnamento di quel Grande Presidente USA che è stato JFK: “Non chiederti quello che il tuo Paese può fare per te, ma quello che tu puoi fare per il tuo Paese”. A quel “PUOI”, sommessamente aggiungerei “E DEVI”! Ecco, se solo si (ri)partisse da qui…

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