Pronta la mozione di sfiducia al sindaco De Ruggeri?

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Che il sindaco Raffaello De Ruggeri non abbia alcuna considerazione dei partiti, e delle indicazioni che da questi arrivano, non è un mistero per nessuno. Ne ha fornito prova in molte occasione. Tutte le decisioni da lui assunte in questi anni sono state determinate dal solo interesse a mandare avanti la sua esperienza amministrativa. E, al di la delle maggioranze che nel tempo si sono determinate, i consiglieri tutti hanno sempre sostenuto le sue scelte piuttosto che rischiare un ritorno alle urna. Una manifestazione di debolezza che De Ruggeri ha saputo trasformare in punto di forza in grado di garantirgli una spensierata sopravvivenza politica. Sopravvivenza sua e delle sue diverse maggioranze. E’ questo il segreto di longevità di un Consiglio Comunale tenuto insieme dalla paura di cedere il passo ad altre forze politiche emergenti in grado di sconfiggere gli attuali schieramenti politici. Schieramenti molto simili tra loro, tanto simili da essere addirittura interscambiabili.

Il Sindaco, in questi anni di amministrazione, ha fatto e disfatto tutto a suo piacimento : un uomo forte a dispetto della fragilità che traspare dalla sua esile figura di anziano signore per bene. Un Sindaco scelto dai cittadini per la sua determinazione e la grande forza di volontà dimostrata in campagna elettorale, rivelatosi invece, nel tempo, più incline al potere di quanto non lo fossero stati altri suoi predecessori.

L’inciampo di questo cammino potrebbe essere una storia banale: l’indennità di carica dell’ultimo dei fedelissimi piddini ancora da “sistemare”. Ancora una volta gli appetiti e le spinte prebentiste, hanno fatto la loro  parte e e De Ruggieri rischia di subire l’agguato che un gruppo di Consiglieri potrebbe fargli, sottoscrivendo una mozione di sfiducia che riguarderebbe la sua persona, il suo modus operandi e l’intera Giunta, accusata di immobilismo. A pochi mesi dalla scadenza naturale del suo mandato, dunque, il sindaco De Ruggeri rischia l’affronto più grave per un Sindaco: la richiesta di dimissioni.

Del resto, i Consiglieri che stanno pensando alla rivolta contro l’amministrazione De Ruggeri, hanno già ingoiato il boccone amaro di essere stati esclusi da alcune scelte importanti che hanno riguardato i vari rimpasti, hanno superato la rabbia del peccato originale che stravolse gli esiti elettorali, ma non hanno gradito la scelta unilaterale del Sindaco di nominare Giovanni Angelino nel Consiglio direttivo del Parco delle Chiese Rupestri.

Guai a parlare di nomina che soddisfano accordi politichi e riequilibri tra forze politiche di centrosinistra all’indomani dell’ultimo rimpasto di governo. In quella circostanza, ad API (ex formazione politica che faceva riferimento a Rutelli), è toccata la carica da vicesindaco (esterno), e ai Verdi sarebbe dovuta andare una nomina in un ente qualsiasi. Ebbene è quello che è avvenuto se non fosse per il piccolo particolare che i Verdi non si riconoscono in Angelino e che lo hanno diffidato ufficialmente  all’utilizzo del simbolo “a tutti i livelli e in ogni contesto”.

I più informati attribuirebbero, però, la nomina a un diktat nei confronti del sindaco operato dal potentissimo segretario cittadino del Partito Democratico, avallata dal neoeletto consigliere Regionale, Roberto Cifarelli.

Su questa vicenda, nonostante il Sindaco tenda a minimizzarne gli effetti, a detta di alcuni consiglieri comunali, s’infrangerà la fiducia che l’Assemblea Comunale ha nei suoi riguardi. Qualcuno giura di aver visto circolare un foglio sul quale si stanno raccogliendo le adesioni per una richiesta formale. Richiesta che potrebbe addirittura ricompattare le opposizioni forti del trend regionale e del vento a favore. “Siamo stanchi di subire le scelte del sindaco”, spiegano nei corridoi del Comune, “il Sindaco è piegato esclusivamente alla volontà del partito democratico, in altre parole, di una parte del partito democratico”. Quale parte? Non certo quella a cui è stata tolta di recente la rappresentanza in commissione consiliare.

E’ la goccia che farà traboccare il vaso a meno di un anno dalle elezioni amministrative del 2020? Sembra proprio che la questione sia diventata insormontabile. Sia per alcuni notabili dello stesso Partito Democratico sia per gli esponenti di altre forze politiche.e.

Giuseppe Digilio

 

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