Estinguere il reato di stalking con una somma di 1.500 euro? No, così non va proprio bene. Il caso è esploso a partire da una sentenza pronunciata nel Palazzo di Giustizia di Torino: l’imputato ha offerto tale somma come risarcimento alla parte lesa e, nonostante la vittima avesse rifiutato, è scaturito il non luogo a procedere e lo stalker ha evitato il processo. Insomma, basta la somma (“congrua rispetto all’entità dei fatti”, come ha sentenziato il giudice) e basta il gesto, in base alla cosiddetta “estinzione del reato per condotte riparatorie” prevista dalla recente riforma del codice penale e di procedura penale entrata in vigore lo scorso 4 agosto. Immediate le reazioni, con la richiesta forte avanzata da più parti per cancellare lo stalking dall’elenco dei fatti cancellabili dalla giustizia riparativa. In tal senso è intervenuto il ministero della Giustizia, informando che il suo “ufficio legislativo, su precisa direttiva del ministro Andrea Orlando, nei giorni scorsi ha depositato parere favorevole all’emendamento presentato dalla senatrice Puglisi (Pd) nell’ambito dei lavori parlamentari sulla proposta di legge a tutela degli orfani dei crimini domestici, calendarizzata dalla Commissione giustizia del Senato la prossima settimana. L’emendamento sottrae il reato di stalking dal novero dei reati per i quali è possibile dichiarare l’estinzione in forza delle condotte riparatorie dell’imputato”.
LE REAZIONI. “Lo stalking va tolto dai reati ammessi alla giustizia riparatrice. La sentenza di Torino ci dice che dobbiamo fare presto. I partiti appoggino subito la correzione” dichiara la senatrice Francesca Puglisi, presidente della commissione contro il femminicidio. “Ringrazio il ministro Orlando – aggiunge la parlamentare dem – che ha dato il via libera all’ emendamento a mia prima firma inserito nel disegno di legge sugli orfani dei crimini domestici. Ora la ‘palla’ passa alle forze politiche: con la ‘deliberante’ possiamo approvare la legge velocemente”. “E’ da luglio che diciamo, inascoltati, che lo stalking va escluso dai reati ricompresi tra quelli estinguibili con la giustizia riparativa – afferma Mara Carfagna, portavoce di Forza Italia alla Camera dei deputati -. Oggi, dopo che uno stalker è libero di continuare nei sui atti persecutori perché ha pagato 1.500 euro ed il reato è sparito, il governo ed il Partito democratico se ne escono fuori con un ravvedimento a dir poco tardivo. Strumentalizzano la questione e portano avanti una politica deteriore, dando parere favorevole ad un emendamento quando c’è una proposta di legge (di tre righe) depositata dal 28 luglio alla Camera e che si sarebbe potuta approvare in commissione, in sede legislativa, solo se il Pd ed il governo avessero dato parere favorevole. Bastava la volontà politica di farlo e bastava aprirsi un po’ alla strada indicata da Forza Italia e che invece è stata consciamente ignorata, anzi si sta smantellando pezzo dopo pezzo il reato che noi abbiamo fatto inserire nel 2009. L’aspetto più inquietante di questo scenario – conclude – è però che lo stalking continua ad essere trattato come un reato qualunque, se non come un reato di serie b, di cui si interessa solo il ministro della Giustizia, quando servirebbero piani di prevenzione e un approccio integrato tra le diverse istituzioni. Ma d’altronde è da quattro anni che ci poniamo sempre la stessa domanda: dov’è il Ministro per le Pari Opportunità?”.
(© 9Colonne -)