BY ROCCO ROSA vignetta by Antonio Morena da Onda Lucana
Quando il segretario nazionale dei chimici della cgil invita a votare no al referendum in nome della salvaguardia dei posti di lavoro vuol dire che lo scenario non è più o bianco o nero, ma si preparano sfumature di grigio: quella particolare capacità di tracciare scenari di dubbio per condizionare l’elettore e invitarlo a rimanere a casa anche su una partita così importante. Se questo si somma alla pervicace volontà del capo del Governo di dimostrare all’Europa ed ai mercati che l’Italia è solida anche perché ha ricchezze enormi sotto terra, allora il dubbio che questo referendum si possa trasformare in uno scontro politico pro o contro il bene generale del Paese è forte . Se questo è vero , ci sarebbe da aspettarsi un dibattito prereferendario che è fatto di molta forma e di poca sostanza, tipo facciamo le cose che dobbiamo fare ma senza crederci troppo. Riunioni quante ne vuoi, le persone quasi sempre addetti ai lavori,una intervista qui ed una lì , ma niente di spasmodico, niente di elettrizzante, niente di veramente coinvolgente. C’è insomma il rischio che la eterna ricerca del vantaggio politico possa creare, soprattutto qui in Basilicata, che è la regione più simbolicamente visibile, una tendenza al “facciamo finta che” per dimostrare appunto, da un alto o dall’altro dello schieramente politico, che i massimi poteri della regione si sono allineati alle …segrete speranze del Governo. Può essere una maggioranza che si disinteressa al punto da fare la gara a chi è più Renziano doc, oppure può essere anche l’opposizione a mostrare disinteresse verso il voto per dimostrare che questa regione è retta da persone che della regione se ne fregano.Insomma una disputa più po meno sotterranea per raggiungere un risultato che è nella patologia della politica ma non nell’interesse fisiologico dello sviluppo di una comunità. Che possano esserci queste manovre è appunto un rischio, ma che alla fine, in una regione in cui tutti sanno di tutti non si capisca da quale parte si è alzato il richiamo al disinteresse è assolutamente escluso. Ma , paradossalmente, questa è anche l’occasione per dimostrare che la cosidetta società civile, che entra sempre a proposito di ogni dibattito di rinnovamento, sa fare la sua parte ,indipendentemente da quella politica e che è anzi capace di coinvolgerla, stimolarla e/ o travolgerla. Le Chiese, le scuole, la stampa, gli uomini di cultura ,l’Università, le associazioni di categoria, i sindacati questa volta debbono dimostrare che sono in grado di esercitare il loro ruolo in autonomia, senza direttive preordinate, ma tenendo di vista l’esclusivo interesse della popolazione. Una vittoria di popolo sarebbe il miglior modo di far capire a chi rema contro, a chi si gira dall’altra parte e a chi ,mirando a far cadere qualche testa, si mette a giocare sporco che sono singolarmente e collettivamente fuori della storia di questa regione.
